La e-bike o bicicletta a pedalata assistita ha una lunga storia alle sue spalle che pare abbia avuto inizio nel lontano inverno del 1895 quando un inventore americano il signor Ogden Bolton Jr. pensò di applicare una batteria da 10 volt e un piccolo motore sul mozzo posteriore di una bicicletta registrando poi quel brevetto presso un ufficio statunitense. Da allora, la nuova creatura su due ruote non venne più persa di vista anzi, fu continuamente fonte di idee avveniristiche e di studi innovativi effettuati per migliorarne le prestazioni che portarono alla ideazione di prototipi anche stravaganti molti dei quali oggetto di ulteriori brevetti.
Dal primo esemplare di fine ottocento e attraverso le successive evoluzioni di questo mezzo, si arrivò agli anni novanta del secolo scorso considerati il periodo della grande svolta in questo settore grazie all’avvento delle prime e-bike moderne. In quegli anni e decennio successivo, dopo un freddo benvenuto a questi veicoli innovativi, il mercato ne comprese le potenzialità e iniziò a muoversi velocemente ormai consapevole che questo sarebbe diventato un business importante, di grande interesse globale e pertanto da afferrare al volo. Da allora il mercato di riferimento è in costante crescita e si può tranquillamente affermare che ormai le e-bike fanno parte della nostra quotidianità grazie anche alla loro versatilità e gioiosa conquista di strade e sterrati.
Sono mezzi ecosostenibili che possono essere utilizzati praticamente da tutti e ad ogni età, aiutano nel pendolarismo su due ruote, a muoversi in zone dove le auto non possono accedere, a mantenersi in forma, a visitare luoghi di interesse turistico evitando lunghe scarpinate, ad aiutare nel recupero dopo un intervento chirurgico al ginocchio (gestione dei carichi di lavoro) e vengono adoperate sia da atleti e sportivi tosti che da amatori, ecc.
Il futuro della mobilità green appartiene al mondo delle due ruote ed in particolare alle e-bike come evidenziato anche dall’ ITALIAN BIKE FESTIVAL, tenutosi a Misano lo scorso settembre 2022, dove la “pedalata assistita” è stata la protagonista indiscussa di tale evento. Molto interessante è l’ultimo report annuale di Conebi (Confederazione europea dell’industria della bicicletta, componenti e accessori) pubblicato il 7 luglio 2022 con titolo: Le vendite di biciclette ed e-bike continuano a crescere, raggiungendo livelli record.
“Nel 2021 l’industria europea della bicicletta ha continuato la sua curva di crescita con numeri e record in crescita nelle vendite e nella produzione di biciclette ed e-bike. Durante il secondo anno della pandemia, la domanda dei consumatori ha continuato a essere a livelli elevati, insieme a una generale maggiore attenzione politica alla mobilità sostenibile e attiva. Di conseguenza, nel 2021 le vendite di biciclette ed e-bike hanno raggiunto un record storico, superando per la prima volta la soglia dei 22 milioni di unità da quando Conebi ha iniziato a raccogliere i dati nel 2000. Questa crescita è stata trainata in particolare dalla continua e robusta domanda di e-bike, che ha superato i 5 milioni di unità vendute. Le vendite totali di bici ed e-bike hanno raggiunto il valore di 19,7 miliardi di euro +7,5% rispetto al 2020. Guardando alla produzione di biciclette ed e-bike, si registra una crescita stimata di circa il 10% rispetto al 2020, corrispondente a poco più di 16 milioni di unità in Europa nel 2021. Anche la produzione di parti e accessori per biciclette è aumentata nel 2021, raggiungendo un valore di 3,6 miliardi di euro (da 3 miliardi di euro nel 2020).
“Il reshoring è in atto e le note interruzioni della catena di approvvigionamento stanno innescando una nuova ondata di industrializzazione in Europa: è un processo che richiederà tempo ma rappresenta un’opportunità unica per l’ecosistema industriale europeo di crescere in modo sostenibile nel lungo termine. Una produzione più locale – a partire dalla produzione di parti di bicicletta e la vicinanza al consumatore, sono una parte essenziale della transizione” delinea Erhard Buchel Presidente di Conebi.
Nel 2021 gli investimenti complessivi dell’industria hanno raggiunto un livello di oltre 1,75 miliardi di euro, + 17% rispetto agli 1,5 miliardi di euro dell’anno precedente. I posti di lavoro nel settore manifatturiero diretto sono passati da oltre 77.500 nel 2020 a quasi 87.000 nel 2021, il che porta il totale dei posti di lavoro diretti/indiretti in Europa a una stima di circa 170.000. Inoltre, delle oltre 1.000 PMI presenti in Europa nel 2020, si stima una crescita numerica dal 5% al 10% nel 2021”.