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ATTUALITÀ | 10 marzo 2023, 07:10

Tragedia migranti Cutro, una lettera del Tavolo Migranti Biella

"Le persone vivono condizioni per cui sono costrette a scappare dal proprio paese, più le difficoltà sono intollerabili e più alto il rischio che sono pronti ad affrontare"

Tragedia migranti Cutro, una lettera del Tavolo Migranti Biella

Tragedia migranti Cutro, una lettera del Tavolo Migranti Biella

Riceviamo e pubblichiamo:

"A Cutro, come in altre tristi e drammatiche situazioni, i migranti non sono stati soccorsi, sono stati colpevolmente lasciati soli a morire nel nostro mare. Come riportano le immagini, i testi dei vari interventi, il messaggio di pericolo non è stato raccolto. Si potevano salvare!Le denominazioni "illegali", "irregolari", "clandestini" sono espedienti per stigmatizzare le persone migranti in quanto tali, oscurando il carattere disumano e rinforzando la valenza demagogica dei provvedimenti conseguenti. Chiunque arrivi in Europa è clandestino perché non esistono le possibilità legali di espatrio, almeno per i poveri. I vari ministri,  Salvini in testa, lo aveva detto subito: la pacchia è finita. Il presidente del Consiglio Meloni lo ha ribadito: bisogna impedire che partano. Le persone vivono condizioni per cui sono costrette a scappare dal proprio paese, più le difficoltà sono intollerabili e più alto il rischio che sono pronti ad affrontare. Per questo le migrazioni non si fermeranno mai, ma si può regolamentare affinché le persone siano in sicurezza, potenziando i corridoi umanitari ad esempio. Bisogna abolire la legge Bossi Fini colpevole di aver decretato l'illegalità, la clandestinità, per tutti quelli che devono entrare in Italia dove non si può arrivare legalmente. É necessario annullare i patti con la Libia che ci rende complici non solo delle morti in mare, ma anche di tutte le torture le detenzioni arbitrarie, gli stupri e le violenze che avvengono in quel Paese. Chi ostacola i salvataggi, chi invia le navi di salvataggio limitandone le operazioni e mandandoli in porti lontani fa una scelta criminogena, senza preoccuparsi della vita umana e alla responsabilità che tutti abbiamo nei confronti degli altri. Le parole tradiscono i pensieri quando un ministro parla di “carico residuo” paragonando la vita ad una lampada. Noi, tavolo migranti di Biella, che ogni giorno lavora ed è a contatto con chi arriva nel nostro territorio esprime la totale contrarietà a queste affermazioni. Riteniamo che chi rappresenta uno Stato che ha una delle carte costituzionali più belle proprio per la sua completezza nei diritti, non solo non dovrebbe fare certe dichiarazioni, ma non dovrebbe nemmeno pensarle".

tavolo migranti Biella

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