/ Biella motori

Biella motori | 05 dicembre 2022, 18:40

Storia della cintura di sicurezza

Storia della cintura di sicurezza

Si tratta di un elemento importante anche se la sua collocazione nel mondo è a dir poco recente. Parliamo della cintura di sicurezza che oltre a salvare quotidianamente vite umane, è diventata il simbolo della sicurezza in generale, ma le automobili non sono sempre state fornite con questo dispositivo, anzi.

Nel terzo millennio le diamo per scontate, le allacciamo quasi senza pensarci (si spera), ma la cintura di sicurezza è stata un optional fino a oltre la seconda metà del 1900. Difatti è stato soltanto dagli anni ‘60 in poi che sia le case di produzione che la popolazione mondiale ne iniziò a comprendere l’importanza. Ma facciamo un passo indietro, e vediamo quando e come nasce la cintura di sicurezza.

La cintura di sicurezza è un dispositivo cosiddetto passivo. La funzione della cintura è quella di mantenere il corpo allacciato al sedile per evitare che il corpo venga sballottato all’interno del veicolo in caso di incidenti o brusche frenate.

Il canadese Gustave Desirè Lebeau

Il primo uomo a concepire una cintura di sicurezza è stato il canadese Lebeau nel 1903, anche se ovviamente nel corso del tempo questo dispositivo ha vissuto diverse modifiche. All’epoca di Lebeau le cinture venivano chiamate bretelle di sicurezza, ma il materiale (cuoio) e la meccanica con cui erano state installate non permisero la diffusione immediata del dispositivo, visto che erano causa di soffocamento. Bisogna passare per diversi tentativi e fallimenti, e migliaia di gare automobilistiche per far sì che la cintura di sicurezza arrivi alla tecnologia come la conosciamo oggi.

La cintura di sicurezza a tre punti

La prima nazione che rese le cinture di sicurezza obbligatorie fu l’Australia nel 1971, seguirono poi altri stati in questo ordine:

  • Cecoslovacchia nel 1969;

  • Danimarca nel 1970 e anche alcuni stati australiani;

  • Francia nel 1973;

  • Spagna nel 1974;

  • Finlandia, Olanda, Svezia e Stato del Massachusetts negli Stati Uniti d’America nel 1975;

  • Germania nel 1976.

In Italia la legislazione a riguardo è stata un po’ lenta. Infatti se è vero che secondo l’articolo 72 del 15 giugno 1976, comma 2 del Codice della Strada, e secondo la Circolare 76/77 del 9 dicembre 1977, si rendevano obbligatori gli attacchi di predisposizione per le cinture di sicurezza all’interno delle automobili, è soltanto nel 1988 che diventano obbligatorie, con l’esclusione dei posti posteriori. Definitivamente è nel 2006 che nel nostro paese l’utilizzo della cintura di sicurezza è diventato obbligatorio per tutti i posti occupati nell’abitacolo.

Come anticipato la diffusione di questo dispositivo di sicurezza e prevenzione è stata molto lenta e accompagnata da non poco scetticismo in giro per il globo. La cintura di sicurezza come la conosciamo oggi è merito dell’intuizione dell’ingegnere aeronautico Nils Bohlin che nel 1958 progetta e realizza insieme alla Volvo la cintura di sicurezza a tre punti, quella che si usa attualmente nei veicoli e disponibile anche di seconda mano su Ovoko. L’ulteriore cosa geniale fu che l’ingegnere svedese registrò il dispositivo con brevetto libero in modo tale da poter essere realizzata anche da altre case automobilistiche senza costi aggiuntivi.

Tale strumento di sicurezza farà la sua comparsa dapprima sulla Volvo PV544 del 1959, e poi farà parte di tutta la gamma del brand con sede a Göteborg. Nel 1968 le cinture di sicurezza fanno un ulteriore passo in avanti, diventando avvolgibili e riuscendo finalmente a entrare all’interno del codice della strada di diversi paesi. L’invenzione di Bohlin è stata riconosciuta in Germania come una delle otto più importanti invenzioni per l’umanità fra il 1885 e il 1985. Come detto l’evoluzione di questo elemento nei veicoli è stata stranamente a “singhiozzi” rispetto a tanti altri dispositivi: basti pensare alla diffusione immediata dell’airbag in pochi anni. Dunque è stato soltanto nel 1990 che è stata prevista una ulteriore cintura di sicurezza per il passeggero posteriore centrale per tutte le Volvo, lanciata quattro anni prima su alcuni modelli. Per dovere di cronaca bisogna comunque dire che sul mercato esistono quattro tipi di cinture di sicurezza riconosciute a norma di legge, e queste sono Questi sono gli elementi che compongono la cintura di sicurezza che, per essere a norma deve essere del tipo approvato ed avere il marchio di omologazione secondo le normative stabilite dal Ministero dei Trasporti. Detto questo esistono differenti tipi di cinghie di sicurezza che si possono utilizzare a norma di legge e sono:

  • sub addominale o a “due punti”: fascia soltanto il bacino ed è dotata di due punti di ancoraggio. Sono realizzate per chi occupa il posto centrale posteriore, oppure il posto centrale anteriore come sui pulmini;

  • diagonale: questo tipo fascia invece obliquamente il torace, sono anch’esse a due punti di ancoraggio. Sono quelle classiche che si trovano sui sedili posteriori laterali;

  • a tre punti: si tratta come accennato della più diffusa nelle automobili inventata da Bohlin. Si tratta di una cintura che ha sia la fascia sub addominale che quella diagonale. Si possono attualmente trovare sia sui sedili posteriori che su quelli anteriori;

  • a bretella: è costituita da una cintura sub addominale con due bretelle. Questa tipologia a bretella trova applicazione su autoveicoli da competizioni come la auto da rally oppure di Formula 1, ma può essere usata altresì per il trasporto di persone in particolari stati fisici.

Informazione Pubblicitaria

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore