Venerdì scorso presso la Casa di Riposo “Emilio Reda” di Valle Mosso, è stato organizzato un pomeriggio in allegria in occasione della “Festa dei Nonni”. In seguito alla grande tombolata con premi per tutti i partecipanti, gli ospiti hanno potuto gustare una squisita torta, per poi rallegrarsi con la musica gioiosa della fisarmonica.
“Dopo il lungo periodo delle chiusure e delle ristrettezze per il Covid - afferma il personale della struttura - è stato bello poter proporre un momento di allegria, mettendo al centro le esigenze sociali e di relazione degli anziani. Grazie alle canzoni eseguite dal musicista Giuseppe che ringraziamo per la collaborazione, gli ospiti hanno potuto ricordare i loro vissuti passati e le loro esperienze di vita, tra attimi di canto e di danza, di gioia e nostalgia. Sperando che la situazione pandemica non peggiori nuovamente e comunque nella tutela dei protocolli per la sicurezza degli anziani e di tutti, stiamo organizzando altri momenti di festa e di divertimento, così come stiamo pensando nuovi progetti che sappiano ancor di più garantire benessere e soddisfazione a ciascun ospite, nel rispetto delle reciproche diversità ed unicità. Questi due anni e mezzo di pandemia sono stati difficili per tutti, ma soprattutto per gli anziani che sono rimasti distanti dalle loro famiglie. Proprio per tale ragione, con rinnovato entusiasmo e maggiore creatività, vogliamo rispondere ai bisogni degli ospiti, soprattutto relativi alla relazione e al divertimento, recuperando le occasioni perdute”.
Anche la Casa di Riposo “Emilio Reda” ha riaperto le porte a parenti ed amici per le visite quotidiane, senza necessità di prenotazione. “Al momento - conclude la Direzione - sono previsti gli orari di apertura in settimana, per garantire i controlli richiesti dalla normativa: dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 14.30 alle 16.30. Inoltre, per andare incontro alle esigenze delle famiglie, è possibile far visita agli ospiti anche sabato e domenica, dalle ore 9.30 alle 11.30. L’augurio è di poter ritornare a vivere serenamente e gioiosamente la quotidianità, pure in struttura, riscoprendo la bellezza della relazione, anche con le famiglie e la Comunità circostante”.