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ATTUALITÀ | 05 ottobre 2022, 16:42

Tra il serio, il faceto, l'atomica e il polenta boy a Chiavazza

La prima domanda che sorge spontanea è: ma perché proprio a Biella?

Tra il serio, il faceto, l'atomica e il polenta boy a Chiavazza

Tra il serio, il faceto, l'atomica e il polenta boy a Chiavazza

Non c’è dubbio che la notizia del giorno sia quella lanciata da un bisettimanale locale che ha ipotizzato quanti morti potrebbe provocare un’esplosione atomica nel nostro territorio.

La prima domanda che sorge spontanea è: ma perché proprio a Biella? Una sorta di punizione biblica determinata dal primato delle estorsioni? E soprattutto perché l’epicentro a Chiavazza. Abbiamo ipotizzato di poter essere noi come Newsbiella.it, una sorta di bersaglio sensibile, ma se l’ordigno (little polenta boy) deve colpire la nostra testata ci chiediamo quale possa essere la nostra colpa nei confronti di Putin, ci occupiamo in modo quasi esclusivo di temi di natura biellese. Insomma come al solito il chiacchiericcio le indignazioni, i frizzi e i lazzi hanno preso il sopravvento in rete e, niente da dire, nel panorama variegato dell’informazione in generale purchè se ne parli è sicuramente una buona manovra di marketing promozionale.

Ma volendo sviscerare e approfondire potremmo aggiungere che come a Nagasaki un’esplosione di qualche kilotone potrebbe essere attutita dalla conformazione morfologica del territorio, sui numeri dei decessi qualche dubbio lo avrei, non ci sarebbe l’estinzione totale dei biellesi, ma una sorta di desertificazione in centro, non molto diverso da ora, probabilmente ci sarebbe.

L’onda d’urto potrebbe depennare direttamente la Funivia di Oropa e anche la Funicolare risolvendo in un sol colpo il problema dei trasporti cittadini. Insomma cambierebbero i paradigmi con cui conosciamo Biella ma, poi, il mondo riuscirebbe a fare a meno di noi ?

Siamo strani, a volte compiamo atti clamorosi (basti ricordare l’uomo che voleva vaccinarsi con un braccio finto) ma anche ingegnosi, televisione e marketing selvaggio sono un nostro marchio di fabbrica, insomma Biella c’è. Alla prossima boutade (vedrete che non dovremo aspettare molto).

Giuseppe Rasolo

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