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CULTURA E SPETTACOLI | 03 ottobre 2022, 19:29

“IL DOPO” di Luciano Clerico al Museo delle Migrazioni di Pettinengo

Nell’immagine, un momento della presentazione del libro “Il Dopo” di Luciano Clerico

Nell’immagine, un momento della presentazione del libro “Il Dopo” di Luciano Clerico

Un tempo a Pettinengo, e nei paesi biellesi in genere, le storie si narravano, le vite si narravano la sera nella stalla. Era questo l’ambiente più caldo della casa agro-pastorale dove specie d’inverno si riunivano familiari, parenti e amici della borgata. Ieri, domenica 2 ottobre, in un caratteristico ambiente che un tempo fu stalla nel cantone Gurgo di Pettinengo – un edificio di proprietà della Regione Sardegna presso il Museo delle Migrazioni del Circolo culturale sardo “Su Nuraghe” di Biella – un’altra storia è stata raccontata dal giornalista e scrittore Luciano Clerico, autore del libro “Il Dopo”, specchio di un ambiente umano che caratterizzò e ancora caratterizza il “Dopolavoro” di Lessona.

A dare il benvenuto all’autore è stato Battista Saiu, presidente di “Su Nuraghe”, parlando di “brace sotto la cenere” che un tempo veniva mantenuta viva per far ripartire il fuoco all’occorrenza: così vengono trasmesse e ripartono le conoscenze sulla storia degli uomini alle nuove generazioni, allontanando il rischio che la memoria si perda.

Dino Gentile ha introdotto l’amico Luciano Clerico, compagno di studi universitari, con un master in giornalismo a Roma, una brillante carriera all’ANSA, in ultimo come corrispondente dagli Stati Uniti, dove tra l’altro è stato reporter della campagna di Barack Obama. Oggi Luciano Clerico è docente tutor alla Scuola Tobagi dell’università statale di Milano e vive nella casa di famiglia di Lessona, paese di cui resta profondamente innamorato.

I personaggi, le vicende, l’ambiente di quella “Casa dei Soviet” – inaugurata il 1° maggio 1921 alla frazione Castello di Lessona, una società di mutuo soccorso d’ispirazione socialista postbellica, trasformata poi in “Dopolavoro fascista”, quindi ENAL e ARCI – sono un familiare spaccato di umanità, comune a tante realtà associative del territorio biellese e non solo. “Non solo” perché nei singoli racconti presenti nel libro di Luciano Clerico son ben rappresentati i tratti della figura umana in relazione col prossimo, comuni in ogni angolo del pianeta: dalla bontà alla malvagità, dalla generosità alla spilorceria, dal coraggio alla vigliaccheria, dalla passione al disprezzo, dall’aspettativa alla nostalgia, ...

Le pagine del libro si fanno leggere con piacere una dietro l’altra perché le parole – anche quelle in dialetto piemontese – sono posate sulla carta con sapiente maestria letteraria e descrivono nel particolare i vari personaggi e ridanno luce, colori e profumi al paesaggio naturale. La lettura ti porta in presenza nelle vigne di Lessona, ti fa camminare a fianco dei muretti a secco, ti spalanca la porta del “Dopo”.

L’incontro letterario si è concluso con un buon bicchiere di vino rosato “Kent’Annos” di Sorgono e torta con pere “Martinsec” di Zubiena, mentre l’autore de “Il Dopo” firmava con dedica alcune copie richieste dai presenti.

d.g.

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