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AL DIRETTORE | 18 settembre 2022, 20:00

Sanità, le proposte della Presidente di OPI Biella Milani e del Consiglio Direttivo

Accanto alle proposte della FNOPI una lettera ai candidati: “Senza infermieri non c’è salute, è tempo di scelte in ogni senso”

opi biella

Sanità, le proposte della Presidente di OPI Biella Milani e del Consiglio Direttivo

Riceviamo e pubblichiamo:

"La Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Biella Simona Milani e il Consiglio Direttivo presentano le proposte della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Sanitarie (FNOPI) ai Politici locali.  In questa campagna elettorale si parla troppo poco di programmazione in sanità. Per questo accanto alle proposte della FNOPI abbiamo voluto scrivere una lettera ai nostri candidati. L’emergenza pandemica da Covid-19 ha fatto emergere alcune criticità del Servizio Sanitario Nazionale portandoci al punto in cui, per la tutela della salute dei cittadini, alcune modifiche normative appaiono inderogabili.

Riteniamo ci sia bisogno di scelte precise per garantire agli assistiti e ai cittadini risposte concrete ai bisogni di salute e di assistenza; queste scelte potranno e dovranno venire anche dalle future partecipazioni parlamentari provenienti dal nostro territorio che, con le elezioni imminenti, verranno incaricati dagli elettori. Per OPI Biella, è importante portare all’attenzione, l’allarme lanciato a livello nazionale dalla FNOPI. Gli oltre 460mila Infermieri iscritti all’Albo in Italia, e di questi 1440 iscritti biellesi, chiedono, alla politica, scelte precise finalizzate ad un cambio di passo indispensabile a garantire a persone assistite e cittadini risposte adeguate ai mutati bisogni di salute e assistenza evitando il rimpallo di competenze tra Regioni-Provincie autonome e Stato, unendo le forze nel rispetto delle rispettive prerogative.

Gli Infermieri sono pochi rispetto al fabbisogno e la professione infermieristica è sempre meno attrattiva, abbandonata da giovani e meno giovani, mentre posti messi a bando dagli Atenei, spesso non sono saturati. Il numero di infermieri richiesti sul territorio non risponde ai numeri di cui l’Italia dispone anche rispetto ai rapporti previsti dalle analisi internazionali (Oms, Ocse, …).

Le cause di questa situazione sono da ricercare, in gran parte, nel mancato riconoscimento valoriale ed economico della professione infermieristica e nell’assenza di prospettive di carriera. Per cambiare rotta è necessario agire su tre ambiti principali:  

1. Riconoscere le competenze specialistiche degli infermieri attraverso l’inserimento all’interno dei LEA (livelli essenziali di assistenza) della branca specialistica assistenziale, per dare uniformità alle prestazioni a livello regionale e nazionale con l’istituzione delle competenze specialistiche che già oggi esistono di fatto, ma che non sono formalmente riconosciute (es.Wound care, management accessi vascolari, stomatoterapia, interventi di educazione sanitaria e aderenza terapeutica, tutorship, ….);  

2. Valorizzare la formazione infermieristica negli Atenei, con l’istituzione di lauree magistrali a indirizzo clinico e scuole di specializzazione. I posti del corso di laurea e delle lauree specialistiche dovranno essere legati al reale fabbisogno del sistema salute, per questo sarà necessario anche prevedere il finanziamento della docenza universitaria e aumentare il numero dei professori-infermieri (il rapporto docente/studente attualmente è di 1:1350 per gli infermieri, contro altre facoltà sanitarie dove è 1:6)  

3. Prevedere la ri-valorizzazione economica della specificità infermieristica istituita dalla legge di Bilancio 2021: oggi gli infermieri italiani sono al 25° posto come media annuale di retribuzione tra i Paesi Ocse (seguita solo da altri otto Paesi). Essenziale è il riconoscimento economico dell’esclusività per gli infermieri superando i vincoli dell’attuale legge sul Pubblico impiego, che risale ormai a 21 anni fa, o in alternativa consentendo l’esercizio della libera professione extramoenia per permettere di prestare il proprio servizio anche verso altre strutture pubbliche e non pubbliche.  

Riteniamo che la politica debba porsi obiettivi precisi: senza infermieri non c’è salute. Chiediamo di recepire i contenuti di questa lettera e di impegnarsi affinché l’Italia, anche attraverso l’apporto politico e sociale del nostro territorio, dimostri di investire sull’infermieristica, perché i cittadini non possono più aspettare: hanno bisogno di assistenza e hanno bisogno di assistenza di qualità".  

Lettera firmata

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