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AL DIRETTORE | 12 settembre 2022, 10:41

Un lettore: “Dono il sangue da più di 25 anni ma questa mattina mi è passata la voglia”

Un lettore: “Dono il sangue da più di 25 anni ma questa mattina mi è passata la voglia”

Un lettore: “Dono il sangue da più di 25 anni ma questa mattina mi è passata la voglia”

“Io sono iscritto all'Avis ed è da più di 25 anni che dono il sangue ma questa mattina con quello che è successo mi ha fatto passare la voglia. Premetto che non sono dipendente e ho sempre sottratto il mio tempo lavorativo per donare, ma l'ho fatto sempre assolutamente con desiderio di farlo.

Questa mattina come sempre sono andato per donare il sangue ma mi hanno rimandato a casa, e anche in malo modo. Il motivo? No avevo prenotato. Effettivamente mi era arrivata una mail a febbraio dove si dice che si continua a dover prenotare, ma dopo quella sono ancora andato a marzo e a giugno a donare e nessuno mi ha detto nulla. Non è stato messo nessun cartello, nessuno ha detto nulla altrimenti mi sarei adeguato. Questa mattina al solito sportello mi hanno chiesto i documenti (cosa che non hanno mai fatto), mi hanno chiesto se avevo prenotato e alla mia risposta negativa mi hanno detto che non avrei potuto farlo. Ho domandato se per cortesia visto che ormai ero lì potevo farlo comunque, e con me la mia compagna che è iscritta all'Asl. In sala c'erano appena due persone e mi è stato detto di no. Senza dire nulla e senza nessuna spiegazione. Non parliamo della cortesia. Tante persone che conoscevo hanno avuto la mia stessa brutta impressione quando è stata tolta la corsia dei lavoratori. Questa volta devo dire che anche a me non è piaciuto l'atteggiamento che hanno riservato nei nostri confronti. Lì per lì ho immaginato che non servisse sangue, invece mi hanno detto che siamo in emergenza, ma allora non ci si dovrebbe comportare così.

Eravamo anche disposti ad aspettare che finissero i prenotati per poter donare, cosa che riteniamo sia importantissima, molto più che le comunicazioni e la formalità, ma evidentemente per loro conta più la forma che la sostanza”.

lettera firmata

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