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ATTUALITÀ | 26 giugno 2022, 10:30

Le cime tra i due laghi

Monte Cerano- cresta “tre gobbi”- Poggio della Croce e Monte Zuccaro (Omegna).

cerano

In vetta al Cerano e alle spalle il Cusio e la pianura padana

Questo trittico di montagne di facile salita sono situate come per magia nel mezzo del territorio compreso tra il Lago Maggiore ed il Lago d’Orta. Dalle loro cime, ma anche lungo tutto il cammino, lo sguardo è attirato dai panorami aggraziati di questi due specchi lacustri che invitano a soffermarci su un paesaggio che apre il cuore e ci invita a rallentare la nostra premura di vivere.

L’itinerario

Da Gravellona Toce si va ad Omegna da dove si risale la Val Strona passando da Germagno fino all’Alpe Quaggione (1.142 mt.), dove si lascia l’auto nell’ampio parcheggio. Ci si incammina sulla strada asfaltata in direzione del Monte Zuccaro sovrastato da una croce imponente. Al termine dell’asfalto si trova l’indicazione del sentiero per il Monte Cerano che taglia il pendio a mezza costa tra le felci, entra nella faggeta e conduce ad una bellissima sella boscosa che separa la valle del Bagnone dalla piana del Toce e Omegna.

Il Monte Cerano con la cresta dei “tre gobbi” a destra e il Poggio della Croce a sinistra

Dalla sella si prosegue dritti fino ad uscire dal bosco affrontando il ripido sentiero che risale la dorsale del Cerano. E ’questo il tratto più faticoso della salita definito dei "Tre Gobbi" che costituiscono di fatto la cresta del monte.

Dal Cerano sguardo su Omegna ed il Lago d’Orta

Si raggiunge la Croce un po’ discosta dalla vetta ed in posizione aggettante sulla valle. La vetta vera e propria (1.702 mt.) la si raggiunge ad un centinaio di metri da questo punto. Dalla cima si scende tagliando il pendio su un malagevole sentiero in direzione del Poggio Croce (1.765 mt.) che si raggiunge facilmente risalendo la cresta erbosa. Su questa vetta è presente un altare. Si scende seguendo la cresta opposta in direzione della Bocchetta del Bagnone (1.589 mt.).

La croce del Cerano

Da qui si lascia la cresta e scendendo a sinistra nel bosco di faggi si toccano i ruderi dell'Alpe Cappella (1.470 mt.) dove incontriamo le indicazioni per l'Alpe Morello. Si percorre adesso un lungo traverso a mezza costa tra spazi aperti e boschi fino all'Alpe Morello di Sopra (1.242 mt.) dove si incrocia la strada asfaltata. La seguiamo in discesa per circa 1,5 km, fino all'indicazione per l'Alpe Quaggione. Da qui si risale per faggeta fino a raggiungere la sella boscosa percorsa all’andata. Dalla sella si rientra verso Quaggione. Poco prima di riprendere l’asfalto ci si dirige a destra per il ripido sentiero a tratti gradinato che porta allo spettacolare balcone del Monte Zuccaro (1.338 mt.) con la graziosa cappelletta ai piedi dell’imponente croce.

La cappelletta sul Monte Zuccaro e il Lago Maggiore sullo sfondo

Ridiscesi da questa cima ci si innesta sulla strada asfaltata che in ripida discesa conduce in pochi minuti al parcheggio dell'Alpe Quaggione.

La nota storica

Forse non a tutti è noto come Omegna, oltre a far parte del più grande distretto industriale della rubinetteria sia culla di due aziende che hanno segnato la storia del boom economico nazionale. Nei primi del novecento sono nate proprio qui la pentola a pressione e la moka. Due modi di interpretare e cavalcare l’entusiasmo del benessere post bellico con due operazioni di marketing che hanno segnato un’epoca. La lungimiranza dei fondatori, Lagostina e Bialetti con i disegnatori Osvaldo Cavandoni creatore de “La Linea” e Paul Campani inventore dell’”Omino coi baffi” hanno promosso l’utilizzo di due oggetti ormai di uso comune in tutto il mondo. Fu la grande quantità di acque alpine e l’abilità degli artigiani locali nelle lavorazioni dei metalli appresa all’estero in tempo di emigrazione, a suggerire a questi pionieri di insediarsi proprio nel territorio Cusiano con le prime piccole officine metallurgiche. Tuttavia oggi le trasformazioni sociali e di mercato hanno oscurato quell’epoca di grandi cambiamenti che hanno costituito per questo territorio motivo di lavoro e di orgoglio.

Colazione al sacco Veg

Un suggerimento per un gustoso pranzo al sacco vegano a impatto zero: insalatina di tofu, sedano, aglio con olive e capperi, pomodori secchi e peperoncino.

La scheda

Località di partenza: Alpe Quaggione (mt.1.142) –NO-

Località di arrivo: Alpe Quaggione

Cime sul percorso: Monte Cerano (mt.1.702), Poggio della Croce (mt.1.765), Monte Zuccaro (1.338)

Dislivello: mt.  630 circa

Tempo di percorrenza: ore 5,00 (soste escluse)

Lunghezza: Km 12 circa

Difficoltà: E

Periodo: dalla tarda Primavera al tardo Autunno (in presenza di neve, ghiaccio o anche con pioggia attenzione sulla cresta del Cerano i cui pendii sulla val Strona si presentano ripidi ed insidiosi)

Il percorso

Mauro Carlesso scrittore e camminatore vegano

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