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CULTURA E SPETTACOLI | 16 giugno 2022, 09:22

Nuovi allestimenti al Museo delle Migrazioni di Pettinengo

nuraghe museo

Nell’immagine, Riccardo Pozzo e Luca Verdina accanto a “La Madre dell’ucciso”

Domenica 5 giugno 2022, nel Biellese è iniziata la stagione dei musei. Trentadue i siti aderenti alla Rete Museale Biellese che, da oltre un decennio, coordina la vasta serie di esposizioni che danno la cifra della ricca realtà di un territorio particolarmente segnato dall’attività imprenditoriale e da fenomeni che l’hanno attraversata prima e dopo l’avvento della Rivoluzione industriale. Un mosaico le cui tessere parlano di storia, di arte, di lavorazioni antiche e recenti, legate non solo all’industria.

Particolare la presenza di siti museali che, nelle loro rassegne, raccontano storie di migrazione in uscita e in entrata nel Biellese. Tra questi, il Museo delle migrazioni, Cammini e Storie di Popoli di Pettinengo. Un immobile – unico bene extraterritoriale della Regione Autonoma della Sardegna - donato al Circolo “Su Nuraghe” dagli eredi di Gastone Mazzia Picciot, famiglia biellese emigrata in Francia.

Oltre ai nuovi allestimenti, ad accogliere il visitatore, “La Madre dell’ucciso”, scultura in marmo di Carrara, opera di Francesco Ciusa, arrivata nel biellese per abbellire i giardini di Villa La Malpenga. Copia in gesso dell’opera venne esposta nel 1907 alla Biennale di Venezia con grande successo di pubblico e di critica. A quest’opera d’arte, lo scorso mese di aprile, la rivista “Bell’Italia” ha dedicato un ampio servizio inserendo, a buon titolo, il gioiello esposto a Pettinengo del patrimonio inestimabile che la nostra Nazione sa offrire da sempre. Forse, per ammirare il capolavoro di Francesco Ciusa, varrebbe la pena un viaggio nel Biellese.

Ad accompagnare gratuitamente i visitatori, due guide di alto profilo: Riccardo Pozzo (laurea in Storia), e Luca Verdina, studente dell’Università degli Studi di Torino. Quest’ultimo, guida turistica con naturale predisposizione per l’interazione e il contatto con il pubblico, con esperienze maturate al Museo di Scienze Naturali di Torino e al FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano).

Simmaco Cabiddu (Su Nuraghe Biella)

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