Nasce la prima guida turistica e sportiva del "Grande Ciclismo", realizzata da Regione Piemonte e Uncem grazie al progetto Interreg Alcotra MiTo. Una guida innovativa che propone ventotto itinerari ciclistici di media e lunga percorrenza tra Italia e Francia sulle strade e sulle salite affrontate dai grandi campioni durante le corse a tappe e di un giorno. Un viaggio nell'arco alpino occidentale tra storia e leggenda, dove i ricordi degli appassionati e le istantanee viste in tv si uniscono con il sudore e la fatica dei corridori. Una pubblicazione in tre lingue - italiano, francese, inglese - che punta su territori che sono cuore del Grande Ciclismo.La guida è scaricabile a questo link:
https://uncem.it/wp-content/uploads/2022/05/UNCEM-Grande-Ciclismo-Piemonte-28-tappe.pdf
Un invito all'emulazione che va oltre i confini italiani, per ripercorrere le strade più belle, tra i borghi e i paesi alpini. Dalle Cascate del Toce al Colle del Lys, da Pian della Mussa al Colle delle Finestre. Ventotto proposte ciclistiche scelte da Sergio Balsamo - papà di quell'Elisa che sta facendo sognare l'Italia intera - insieme con Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, e Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte. "Le nostre montagne sono luogo ideale per manifestazioni sportive, a piedi, in bicicletta, sulle strade asfaltate come sullo sterrato, che accendono riflettori, attirano attenzioni nazionali e internazionali - evidenzia il Vicepresidente della Regione Piemonte, Fabio Carosso - Che poi portano persone che vogliono tornare, vogliono scoprire quei luoghi, se sono sportivi vogliono emulare i loro campioni, chi hanno visto in tv.
La Regione Piemonte sta investendo moltissimo sulle manifestazioni che vedono protagoniste le biciclette. E con questa guida possiamo puntare su nuovi flussi turistici. Chi vede, vuole poi farle quelle strade. Scelga il Piemonte, le strade delle Alpi occidentali".Il ciclismo è montagna. La montagna è il ciclismo. E la Storia del Novecento è intrisa di un rapporto a doppio filo con le due ruote e le grandi corse. Il Piemonte è pezzo portante di questa Storia. Non soltanto per il grande Fausto e prima ancora Costante. Tutti ricordano il nolese Franco Balmamion che vince due grandi Giri d'Italia "senza vincere una tappa" e la "Racconigi-Biella-Oropa" del salto di catena di Marco Pantani, nel maledetto Giro 1999.
La memoria collettiva è dentro questi fatti. "Siamo la terra che dalla storia del ciclismo e dal passaggio di tante grandi corse - a partire da Milano-Torino, Giro del Piemonte e poi molte tappe di Giro e Tour - può collocarsi nel mondo come luogo naturale per chi vuole rifare le strade dei grandi campioni. Forse non tutta la Cuneo-Pinerolo del '49. Ma un pezzo sì. E il giorno dopo un altro e poi ancora. Un giro del Piemonte in ventotto tappe. Che si possono unire come uno preferisce. Scendendo fino al mare e oltrepassando le Alpi", spiegano Bussone e Colombero. Da Formazza ad Alassio, da Barbaresco a Usseaux.
Questo pezzo d'Italia è il più grande e variegato da percorrere. Il viaggio è sulle vie e tra i borghi visti in televisione in tante edizioni delle più belle corse. Il Fauniera del Falco Savoldelli in discesa. Lo sterrato delle Finestre. Le colline di Barolo in una crono tra i filari. E poi Superga, Sestriere mitica, Sant'Anna di Vinadio, l'Agnello Cima Coppi. Luoghi che associamo a Campioni. Possiamo farle anche noi quelle strade, scegliendo l'itinerario più bello, unendo più tappe della guida. Emulare i campioni. Nessun altro territorio italiano ha al momento un prodotto simile. La guida sportiva e turistica, uno strumento promozionale che ha già incontrato il favore del progetto ViA(E), e di Piemonte Incoming che riunisce 600 imprese della filiera turistica e oltre 100 agenzie di viaggio e tour operator di Piemonte, Liguria e Lomellina. In accordo con UNCEM, infatti, ViA(E) darà vita a quindici nuovi prodotti pacchetti scelti tra i ventotto itinerari proposti dal libro, edito da +Eventi.