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CRONACA | 22 maggio 2022, 15:40

Mottarone: la cronologia degli eventi a un anno da quella tragica domenica

Dall'ultima corsa della funivia, fino all'ultimo sopralluogo dei periti, gli avvenimenti legati alla terribile e drammatica vicenda del 23 maggio scorso

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Mottarone: la cronologia degli eventi a un anno da quella tragica domenica

La cronologia, a distanza di un anno, della tragedia della funivia del Mottarone.

23 MAGGIO ORE 12,30: L'INCIDENTE  

E' una domenica mattina di sole a Stresa, sulla sponda piemontese del lago Maggiore. La Funivia che collega il lido con la vetta del monte Mottarone è in movimento dalle 9,30. L’attività dell’impianto era ripresa da un mese, a fine aprile, dopo una lunga chiusura per la pandemia. Improvvisamente, verso le ore 12:30, a pochi metri dalla stazione di monte, la fune traente dell'impianto si spezza, causando il distacco di una delle cabine, la numero 3. La cabina torna indietro appesa al cavo portante a forte velocità, poi va sbattere contro uno dei piloni del tracciato e precipitata al suolo dopo una caduta di oltre 20 metri, rimanendo incastrata in una zona boschiva lontana da strade carrabili.

LA CONTA DELLE VITTIME 

Il bilancio dell'incidente va aggravandosi di minuto in minuto. In un primo momento si parla di 6 morti, poi di 8, poi di 10. Alla fine, il bilancio è di 13 morti sul colpo, con due bambini trasferiti in gravissime condizioni all'Ospedale Regina Margherita di Torino. Il primo, Mattia Zorloni, di cinque anni, non riuscirà a salvarsi e morirà in serata, come i suoi genitori Vittorio Zorloni ed Elisabetta Persanini, di 55 e 37 anni. L'altro bimbo è Eitan Biran, che alla fine sarà l'unico sopravvissuto e diventerà il simbolo di questa terribile strage: nello schianto ha perso il papà Amit Biran, 30 anni, la mamma Tal Peleg, 26 anni, e il fratellino Tom, 2 anni, oltre ai bisnonni Barbara Cohen Konisky, di 71 anni e Itshak Cohen, di 82. Sono una famiglia di origine israeliana che vive a Pavia.

LE PRIME INDAGINI 

Immediatamente dopo i soccorsi, arriva al Mottarone il procuratore capo di Verbania Olimpia Bossi che dispone il sequestro dell'impianto della Funivia. Il magistrato conferma che la causa dello schianto è la rottura del cavo traente "che - dice - si è spezzato di netto". -Ma si comincia per la prima volta a parlare del cosiddetto "forchettone”, che serve per disattivare i freni di emergenza.

26 MAGGIO: I TRE FERMI 

Intorno alle 4,30 della notte la Procura emette tre ordinanze di fermo nei confronti del titolare della società di gestione della Funivia Luigi Nerini, del direttore di esercizio Enrico Perocchio e del caposervizio Gabriele Tadini. Quest’ultimo, nell’interrogatorio della caserma dei Carabinieri di Stresa, ammette di aver volutamente inserito i forchettoni per evitare il ripetersi di blocchi del sistema frenante che da tempo non funzionava a dovere e per non interrompere così il servizio.  I tre fermati vengono condotti nel carcere di Verbania.

29 MAGGIO : SCARCERATI PEROCCHIO E NERINI 

Dopo l’interrogatorio di garanzia, quando è ormai notte, il gip Donatella Banci Buonamici, ordina la scarcerazione per Nerini e Perocchio, disponendo gli arresti domiciliari per Tadini. A parere del giudice, la chiamata di correità non sarebbe sufficientemente motivata. La decisione suscita una forte reazione nell’opinione pubblica.

7 GIUGNO: GIP BANCI REVOCATA 

Il presidente del tribunale di Verbania Luigi Montefusco con una scelta clamorosa riassegna il caso della Funivia del Mottarone al Gip Titolare Elena Ceriotti, estromettendo dal procedimento la Gip supplente Donatella Banci Buonamici.

10 GIUGNO: EITAN ESCE DALL’OSPEDALE 

Il piccolo sopravvissuto del tragico schianto esce dall’ospedale Regina Margherita di Torino dov'era stato ricoverato subito dopo l’incidente. Eitan arriva in ambulanza a Pavia nella casa della zia paterna Aya, la sorella del padre, che viene nominata da un giudice come tutrice legale.

22 LUGLIO: COMINCIA INCIDENTE PROBATORIO

Nell’aula magna della Provincia del Vco, al Tecnoparco di Verbania Fondotoce, si apre l’incidente probatorio. Sono ora quattordici gli indagati elencati nella richiesta di incidente probatorio, datata 1 luglio: si tratta di dodici persone fisiche e due società, Ferrovie del Mottarone proprietaria della Funivia e Leitner, che si occupava della manutenzione dell'impianto.Si stabiliscono i primi passaggi delle perizie tecniche e viene fissata per il 16 dicembre l’udienza in cui saranno esposte le conclusioni dei periti. La scadenza sarà poi prorogata al 14 luglio 2022.

3 AGOSTO: IL PRIMO SOPRALLUOGO DI PERITI E LEGALI

Si svolge il primo sopralluogo dei periti e dei legali, che ispezionano prima la stazione di partenza della funivia al Lido di Carciano e poi la stazione in vetta.

1 SETTEMBRE: IL NONNO RAPISCE EITAN

Il nonno materno del bambino unico sopravvissuto della tragedia della funivia, Shmuel Peleg rapisce Eitan. Peleg, un lungo passato nell'esercito israeliano, consulente di un'azienda di elettronica nel suo paese, con un’auto a noleggio raggiunge Lugano e si imbarca con il nipote su un volo privato decollato per Tel Aviv. La vicenda che suscita grande emozione si chiude il 25 ottobre con una sentenza del tribunale israeliano e il ritorno in Italia del bambino.

28 OTTOBRE: RIESAME SU NERINI E PEROCCHIO

La Corte d'Appello di Torino accoglie il ricorso del procuratore capo di Verbania Olimpia Bossi  e riconoscono l'esigenza della misura cautelare dei domiciliari per Nerini e Perocchio. Il provvedimento viene sospeso per il ricorso in Cassazione dei legali dei due indagati.

8 NOVEMBRE: IL “VOLO” DEL RELITTO DELLA CABINA

Con l’utilizzo di due elicotteri il relitto della cabina numero 3 viene portato via dal pendio del Mottarone dove si era fermato dopo la tragica caduta di maggio. I rottami vengono portati in un magazzino della protezione civile al Tecnoparco di Fondotoce.

15 APRILE: CASSAZIONE ANNULLA DECISIONE RIESAME

La prima sezione penale della Corte di Cassazione annulla l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Torino, che, accogliendo il ricorso della Procura della Repubblica di Verbania, aveva disposto gli arresti domiciliari per due degli indagati. La corte, si legge nella decisione, "annulla l'ordinanza impugnata nei confronti di Luigi Nerini e rinvia per un nuovo giudizio al tribunale di Torino. Annulla l'ordinanza impugnata nei confronti di Enrico Perocchio limitatamente alla scelta della misura e rinvia per un nuovo giudizio al riguardo al Tribunale di Torino. La corte rigetta nel resto il ricorso di Enrico Perocchio”.

12 MAGGIO: ULTIMO SOPRALLUOGO PERITI 

I tecnici risalgono, probabilmente per l’ultima volta prima della chiusura dell’incidente probatorio, al Mottarone per raccogliere alcune misurazioni necessarie alla definizione della perizia.

Ettore Colli Vignarelli

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