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ECONOMIA | 19 maggio 2022, 17:16

FCA/Stellantis di Verrone, FIOM CGIL non sottoscrive l'accordo che prevede 70 esuberi

"Serve un piano industriale, che ad oggi non c’è"

FCA/Stellantis di Verrone, FIOM CGIL non sottoscrive l'accordo che prevede 70 esuberi, foto Pixabay

FCA/Stellantis di Verrone, FIOM CGIL non sottoscrive l'accordo che prevede 70 esuberi, foto Pixabay

Riceviamo e pubblichiamo: 

"Alcuni giorni fa c’è stata un’intesa tra i sindacati firmatari del CCSL (Contratto Collettivo Specifico di Lavoro) voluto da Marchionne un decennio fa e non siglato dalla FIOM, che di fatto quantifica in 70 gli esuberi (per il momento) dello stabilimento di Verrone (ex Lancia) e il loro licenziamento incentivato. Pur partecipando alla trattativa, la FIOM CGIL di Biella ha deciso di non sottoscrivere l’accordo; questo perché a fronte di una situazione che si fa sempre più grave, l’azienda non ha saputo dare risposte e garanzie sufficienti alla messa in opera di un provvedimento che dia prospettive positive per il futuro, ma delineando solo un progressivo svuotamento dello stabilimento, queste settanta uscite si sommano alle cinquanta dello corso autunno più ai naturali pensionamenti.

Al momento la situazione occupazionale vede il plant di Verrone occupare 493 lavoratori (411 operai e 82 impiegati) ben lontano da quota 655 (556 operai e 99 impiegati) registrata nel 2019; con l’intesa appena siglata ci si impegna a portare a 425 lavoratori entro luglio 2023 con una perdita complessiva di 230 posti di lavoro pari al - 35% nel quadriennio.

Dalla discussione non sono emersi impegni da parte dell’azienda sull’ipotesi di una ripresa occupazionale consolidando nei fatti la perdita dei posti di lavoro.

La speranza per il futuro dello stabilimento è riposta nella produzione del cambio per motori commerciali EURO7 che dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, andare a regime nel 2024 con una quota dichiarata di 1400 cambi al giorno pari a 280.000 cambi l’anno che, però, se paragonati ai 320.000 degli anni precedenti al 2019 rappresenterebbe una perdita di volumi di -12%. Anche tenendo conto della perdita di volumi non si giustifica comunque un calo così drastico della forza lavoro, e questo ci fa temere sul futuro dello stabilimento, diverso sarebbe stato se si fosse accettata la nostra proposta di almeno in parte riattivare sin da subito un turn over, inserendo lavoratori nuovi e mantenendo così livelli occupazionali in grado di garantire gli obiettivi di produzione necessari al mantenimento dello stabilimento.

Stellantis macina profitti garantendo 3,3 miliardi di euro di dividendi per i propri azionisti (fonte il sole 24 ore) e i l’A.D. percepisce un compenso che è 625 volte superiore a una paga operaia negli stabilimenti Stellantis. Una diseguaglianza e una distorsione sociale che rende assurdo il progressivo disimpegno della società dallo stabilimento biellese. Anche qualora confermato il cambio per i veicoli commerciali con motore EURO7 non rappresenta comunque una soluzione a lungo termine, perché bisogna già oggi porsi il problema della riconversione dello stabilimento rispetto alle nuove forme e il piano "Dare Forward 2030" di Tavares che promette il raddoppio del fatturato nel decennio non ci rassicura perchè non spiega cosa succederà agli stabilimenti italiani.

La FIOM-CGIL chiede per Verrone chiarezza e impegni concreti. Serve un piano industriale, che ad oggi non c’è, coerente con le linee guida del PNRR per promuovere una riconversione verso una mobilità sostenibile partendo dai mezzi di trasporto. Serve un tavolo territoriale per promuovere la transizione interloquendo e coinvolgendo i rappresentanti degli insediamenti industriali come quello di Verrone per garantire un futuro al tessuto produttivo biellese, orgoglio del saper fare. Serve che rappresentanti territoriali, a fianco dei lavoratori e alle organizzazioni sindacali, si facciano portavoce della necessità di trattenere posti di lavoro e competenze, che sono una risorsa per l'azienda, ma anche per il territorio biellese".

Filippo Porcari

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