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Basso Biellese | 14 maggio 2022, 06:50

Verrone, nuovo impianto fotovoltaico, Bossi: "Non possiamo sempre dire di no a tutto"

Il sindaco risponde alle osservazioni di Legambiente, Lipu e oasi WWF preoccupate "per la concentrazione/accerchiamento di tali impianti al suolo in prossimità delle aree protette e per il consumo di suoli agricoli"

Verrone, nuovo impianto fotovoltaico, Bossi: "Non possiamo sempre dire di no a tutto", foto Pixabay

Verrone, nuovo impianto fotovoltaico, Bossi: "Non possiamo sempre dire di no a tutto", foto Pixabay

"Non possiamo sempre dire di no a tutto, verrà prodotta energia pulita e il terreno non è nemmeno parte della Baraggia, non fa parte dell'area protetta". Così il sindaco di Verrone Cinzia Bossi in risposta a Legambiente, Lipu e oasi WWF preoccupate "per la concentrazione/accerchiamento di tali impianti al suolo in prossimità delle aree protette e per il consumo di suoli agricoli".

Il riferimento è a un progetto che riguarda la realizzazione di un impianto fotovoltaico a Verrone di 8,3 mWp.

Legambiente, Lipu e oasi WWF sono preoccupate in quanto "Sia a Verrone che a Masserano i piccoli lembi della Riserva Naturale delle Baragge sono sempre più circondati da mega impianti fotovoltaici ed altre infrastrutture. Anche nei pressi di Leri Cavour la protetta garzaia è completamente circondata da un mega impianto fotovoltaico". Nelle osservazioni dunque chiedono che il progetto sia assoggettato alla VIA, sia valutata l'alternativa "agrovoltaico", sia realizzato un corridoio ecologico, sia considerato il vincolo dato dalla pre esistente fascia boscata. "Come in altre occasioni le osservazioni sono avanzate con la consapevolezza che nessuna impiantistica è esente da impatti, comprese le energie rinnovabili, e l'approfondimento in VIA è indispensabile per evitare ricadute troppo severe su altri beni tutelati", scrive il Presidente Legambiente Circolo Biellese Tavo Burat.

"Prima di tutto si chiedono dei pannelli altissimi di 5 metri che avrebbero un impatto terribile - spiega il sindaco Cinzia Bossi in risposta alle associazioni - . Poi quello dove sarà realizzato l'impianto è un terreno incolto da anni, praticamente incolto, abbandonato. e non fa parte della Baraggia. La Regione stessa inoltre ha chiesto all'Ipla di fare un sopralluogo che lo ha declassato da 2 a 3 e il settore opere pubbliche e difesa del suolo ha inviato in Provincia un parere dove specifica che non serve il VIA. I corridoi che poi chiedono le associazioni per la fauna ci sono nel progetto. Senza contare che tutto intorno è già bosco che verrà ulteriormente ampliato con altre piante autoctone".

Per il primo cittadino non ha senso dunque dire di no. "Non possiamo dire di no a tutto - conclude Cinzia Bossi - se non sono motivi fondati, o ci troveremo come oggi che non sappiamo più dove prendere il gas".

Stefania Zorio

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