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ATTUALITÀ | 12 maggio 2022, 20:54

Caso Corradino - Cordar: Le dichiarazioni dell'avvocato del Sindaco

Il primo cittadino, per cui sono stati chiesti otto mesi di carcere, è imputato per abuso d'ufficio e rischia la sospensione dalla carica in base alla Legge Severino. Sentenza il 22 giugno

Caso Corradino - Cordar: Le dichiarazioni dell'avvocato del Sindaco

Caso Corradino - Cordar: Le dichiarazioni dell'avvocato del Sindaco

Otto mesi di carcere senza sospensione della pena è la richiesta che all'udienza di mercoledì 11 maggio ha formulato il Pubblico Ministero Sarah Cacciaguerra nei confronti del sindaco di Biella, Claudio Corradino, nel processo in cui è imputato per abuso di ufficio di fronte al Tribunale di Biella per la vicenda "Nomine Cda Cordar".

La vicenda riguarda il rinnovo del Consiglio di Amministrazione Cordar del giugno 2020, in cui vengono nominati presidente Gabriele Martinazzo e consiglieri Michele Lerro ed Laura Leoncini. Secondo l'accusa, Corradino avrebbe chiesto ed ottenuto da Martinazzo una riduzione di 4mila euro del compenso annuo di presidente in favore degli altri due consiglieri, non appoggiando la sua candidatura a presidente in caso contrario.

QUESTE SONO LE DICHIARAZIONE DELL'AVVOCATO MARIA CHIARA ZANCONI, LEGALE MILANESE DEL SINDACO:

 

"Noi abbiamo chiesto il rito abbreviato non condizionato a nulla, abbiamo prodotto della documentazione e abbiamo discusso.  Il PM ha chiesto 8 mesi di reclusione, noi abbiamo chiesto l'assoluzione perchè il fatto non sussiste, unica soluzione giuridica possibile di questa vicenda.

Il Sindaco ha sempre detto di avere agito nell'interesse della pubblica amministrazione; non riteniamo che né dal punto di vista oggettivo né da quello soggettivo il reato possa essere configurabile. Non vi è alcuna prova che il sindaco abbia agito per interesse proprio, non c'è alcuna evidenza di vantaggio ingiusto e la persona, Leoncini, al centro dell'accusa di abuso d'ufficio, è stata eletta con un procedura collegiale ed è stata presentata con una lista firmata da sindaci di numerosi comuni. Dal punto di vista della ricostruzione del procedimento di nomina fatta sulla base della documentazione ufficiale riteniamo che non ci sia alcun elemento che possa sostenere che ci sia stato abuso d'ufficio.

Sono estremamente convinta di questo e fiduciosa che le nostre argomentazioni vengano accolte. Sulle intercettazioni, da parte nostra, sono completamente inutilizzabili e non abbiamo nemmeno discusso sul contenuto. Il PM la pensa diversamente e ha citato alcune telefonate tra il Sindaco e diversi soggetti. La circostanza riguardo a una quota di stipendio di Martinazzo devoluta a favore di altri è smentita dagli atti.  E' una discussione avvenuta tutta sul piano politico, non c'è nessuna telefonata che riporti un discorso del genere tra Corradino e Martinazzo, considerando anche che la nomina non può dipendere solo dal Sindaco.

Ribadisco che le intercettazioni sono inutilizzabili perchè sono state disposte per il reato di corruzione, reato venuto meno e quindi non utilizzabili, secondo le procedure, per un'altra imputazione, in questo caso l'abuso d'ufficio". 

redazione a.b.

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