AL DIRETTORE - 20 aprile 2022, 06:50

Un anno fa moriva a 60 anni il collega Fulvio Feraboli: “Il ricordo di TE non passerà mai”

Fulvio, con la sua barba bianca curata, era in grado di tranquillizzarti con un sorriso e una battuta delle sue. In silenzio e senza tanti clamori, se n'è andata una delle voci (e firme) più apprezzate del giornalismo biellese.

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Un anno fa moriva a 60 anni il collega Fulvio Feraboli: “Il ricordo di TE non passerà mai” (foto Tesoro)

Un anno senza Fulvio. Non è mai semplice scrivere un editoriale, ancor di più se si tratta del tuo collega, scomparso a soli 60 anni in una camera dell'ospedale.

Piegato e infine sconfitto da una malattia che non gli ha lasciato scampo. In silenzio e senza tanti clamori, se n'è andata una delle voci (e firme) più apprezzate del giornalismo biellese. Nata per una pura casualità, coltivata giorno dopo giorno, con passione, nei rimasugli di tempo, fino a diventare piena e totalmente compiuta. Tanti i reportage e gli articoli realizzati nell'ultimo decennio, con stile asciutto, mai retorico o ossequioso.

Fulvio sapeva essere diretto e andare direttamente al punto. Nel lavoro come nella vita. Non c'era tema o argomento con cui non si potesse discutere o confrontarsi: sapeva ascoltare e consigliarti per il meglio. Apertamente, senza giri di parole. Fulvio, con la sua barba bianca curata, era in grado di tranquillizzarti con un sorriso e una battuta delle sue. Anche negli ultimi giorni di vita, al telefono, riusciva a rincuorarti vedendo il meglio (e poche volte il peggio) in tutte le cose.

Perdonerà il lettore se il flusso dei pensieri e dei ricordi si manifesta in queste poche righe, apparentemente confuse e prive di ordine logico ma non è facile tornare a scrivere e parlare di Fulvio. Sebbene, ogni giorno, la sua scrivania rimasta vuota ci ricorda continuamente che non è più tra noi. Un paio di cuffie, pochi appunti trascritti e il profilo della sua ombra che ci accompagna, ora dopo ora, Giorno dopo giorno. Settimana dopo settimana. Tuttavia resta il ricordo dei suoi gesti e degli atti di gentilezza e altruismo che ha condiviso con gli amici e con chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. Semi diventati radici che continuano a crescere nei cuori di tutti noi.

È trascorso un anno: è incredibile ma è proprio così. Si fa fatica a prenderne coscienza, sembrano passati secoli. Ma il tempo, così come il dolore, sono sensazioni uniche da metabolizzare: il dolore, quello vero, non passerà mai; le cicatrici, seppur in profondità, continueranno a bruciare, di tanto in tanto, ma il ricordo di TE non passerà mai. Ovunque tu sia, saprai sicuramente strappare un sorriso a chi ti sta ascoltando. E sicuramente non rimarrà deluso.

Con stima, i tuoi colleghi.

Gilberto Caon

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