AL DIRETTORE - 12 aprile 2022, 10:35

La lettera di una lettrice: scempio al giardino di Angelo

La lettera di una lettrice: scempio al giardino di Angelo, foto archivio

La lettera di una lettrice: scempio al giardino di Angelo, foto archivio

E così camminando vedevo quel rosa nero colato, sembrava uno di quei giochi degli anni 80, masse di forme irregolari chiamate mostri buoni, invece era il sottovaso dei fiori della Madonnina del giardino di Angelo. La pianta di rose appena acquistata quasi del tutto bruciata con una lucertolina cosparsa di plastica sciolta. Cercavo di grattare il materiale solidificato per pulire, mi faceva stare così male pensare che anche lì, in quel luogo nato per trovare un po' di serenità, fosse arrivata tanta cattiveria, ma non ci riuscivo, la colatura era arrivata anche sulle piante grasse piantate  a suo tempo per abbellire la cappelletta.

Tutto era stato costruito con amore verso il prossimo, Gianfrancesco detto Checco, non aveva voluto un centesimo per realizzare la nicchia, Alberto Scicolone aveva portato la statua della Madonnina proveniente da Medjugorie, Don Filippo parroco della parrocchia San Paolo era venuto a benedire e la Rappresentanza  comunale di Biella era stata la prima ad avvalorare quel semplice progetto, (tanto voluto da Alberto Scicolone), ma ricchissimo di amore verso il prossimo.

Ora la Madonnina è là con quel vetro bruciato i fiori distrutti. L'accaduto mi riporta alla tristezza della guerra così vicina a noi e al degrado, ma tutto questo non deve più accadere perché i luoghi che portano amore e serenità devono rimanere tali, anzi moltiplicarsi per far sperare tutti: bambini, giovani, adulti e anziani. La Madonnina era ed è un simbolo di unione, spesso ho visto portare un semplice fiore raccolto per strada, qualche vasetto di fiori, bambini con le famiglie passare e fermarsi davanti a lei quasi per caso, ma l'occhio si era fermato sui colori dei fiori, su quell'armoniosa costruzione e spesso anche gli anziani dicevano qualche preghiera, forse chissà, magari anche solo per star un po' meglio.

Il "bello" deve rimanere come simbolo indiscusso del migliorare della società, quest'ultima a mio parere deve evolvere con valori e morale, senza lasciare il posto al male e a quello che io chiamo il "brutto" della vita. Ci si salva tutti insieme, solo, mantenendo e costruendo il "bello valoriale" fatto di piccole e grandi cose, ma sempre volte al bene.

Lettera firmata

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