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ATTUALITÀ | 10 gennaio 2022, 06:50

Morti sul lavoro per Covid, Piemonte al quarto posto

Sessantuno decessi in regione sui 797 denunciati da gennaio 2020 a novembre 2021. 185.633 gli infortuni: Piemonte secondo

Piemonte al quarto posto della classifica morti sul lavoro per covid - Foto

Piemonte al quarto posto della classifica morti sul lavoro per covid - Foto

Con 61 decessi su 797 denunciati da gennaio 2020 a novembre 2021, il Piemonte si colloca al quarto posto della triste classifica delle morti sul lavoro per covid, stilata  dall'osservatorio Vega Engineering di Mestre sulla base dei dati ufficiali INAIL.

Piemonte preceduto da Lombardia (197 decessi), Campania (104), e Lazio (86). E seguito da Puglia (55), Emilia Romagna (51 decessi), Sicilia (45), Veneto (35), Liguria (29 decessi), Abruzzo (29), Toscana (28), Marche (22), Friuli Venezia Giulia (11), Umbria (10) e  Molise (9), Calabria e Sardegna (8), Provincia autonoma di Trento (3), Valle d’Aosta, Basilicata e Provincia Autonoma di Bolzano (2). Gli uomini rappresentano l’82,7% delle vittime.

La fascia d’età maggiormente colpita è quella che va dai 50 ai 64 anni con il 71,4% dei casi di morte.

Quanto ai settori, l’88% appartiene all’industria e servizi. All'interno di questa macroarea, emerge il triste primato del settore sanità e assistenza sociale con il 22,4% delle denunce con esito mortale; seguono il 12,9% di trasporti e magazzinaggi; il 11,8% di attività manifatturiere (lavorazione prodotti chimici, farmaceutica, stampa, industria alimentare); il 10,4% di amministrazione pubblica e difesa (organi legislativi, esecutivi e preposti alla sanità); il 10% di commercio; e il 6,9% di costruzioni.

In merito alle professioni, primo posto per gli impiegati, addetti alla segreteria e agli affari generali con il 10%, al secondo i tecnici della salute (infermieri, fisioterapisti) con il 9,7%. Seguono conduttori di veicoli a motore (7,8%), medici (5,1%), operatori sociosanitari (3,8%), personale non qualificato nei servizi sanitari e istruzione (portantini, ausiliari, bidelli) (3,3%).

Le denunce di infortunio legate al covid da gennaio 2020 a novembre 2021 sono 185.633.

Con il 12,9% il Piemonte è secondo soltanto alla Lombardia (25%) . Seguono Veneto 10,5%, Emilia Romagna 8,4%, Lazio 6,7%, Campania 5,9%, Toscana 5,5%, Liguria 3,9%, Puglia 3,8%, Sicilia 3,4%, Friuli Venezia Giulia 2,5%, Marche 2,4%, Provincia Autonoma di Trento, Abruzzo, Provincia Autonoma di Bolzano e Sardegna 1,6%, Umbria e Calabria 0,8%, Valle D’Aosta e Basilicata 0,5% e Molise 0,3%

La fascia d’età maggiormente coinvolta da infortuni è quella tra i 50 e i 64 anni: le donne sono state più contagiate degli uomini con quasi il 70% del totale (Piemonte sopra la media con il 76,2%).

Anche per le denunce di infortunio l’industria e servizi è il macrosettore più colpito con il 96,9% dei casi. Scindendo questa macrocatoria il primato va alla sanità e assistenza sociale con il 64,8%. A seguire l'amministrazione pubblica (organismi preposti alla sanità; amministratori, regionali, provinciali e comunali) con il 9,2%; i servizi di vigilanza, pulizia, fornitura di Personale (4,4%); trasporto e magazzinaggio (3,9%): attività manifatturiere (3,2%).

Nella classifica delle professioni,  in cima i tecnici della salute con il 37,3%, seguiti da operatori sociosanitari nelle case di riposo con il 18,1%, medici con l'8,5%, operatori socioassistenziali nelle strutture ospedaliere 6,8%. E ancora dal 4,7% di personale non qualificato nei servizi sanitari e istruzione (portantini, ausiliari, bidelli); dal 4,7% di impiegati alla segreteria e agli affari generali; dal 2,3% del personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli.

Alessandro Bozzonetti

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