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ATTUALITÀ | 20 dicembre 2021, 19:40

Inceneritore Cavaglià, i sindaci di Valledora in audizione in Provincia di Biella

I primi cittadini di Alice Castello, Borgo d'Ale, Santhià e Tronzano Vercellese ascoltati dalla commissione d'inchiesta sul progetto. 30 Comuni firmatari per il diniego dell'opera

I sindaci di Valledora ascoltati  in Provincia sull'inceneritore di Cavaglià - Foto archivio newsbiella.it

I sindaci di Valledora ascoltati in Provincia sull'inceneritore di Cavaglià - Foto archivio newsbiella.it

Venerdì 17 Dicembre i sindaci di Alice Castello, Luigi Bondonno, Angela Ariotti di Santhià, Michele Pairotto di Tronzano Vercellese, anche in diretta rappresentanza di Pier Mauro Andorno,  primo cittadino di Borgo d'Ale, sono stati in audizione presso la commissione d'inchiesta sul progetto di inceneritore di Cavaglià presso gli uffici della Provincia di Biella.

Il Comune di Cavaglià aveva parlato il giorno precedente autonomamente, visto che è la possibile sede dell'impianto, conducendo con la collaborazione di un esperto una trattazione prettamente tecnica.

I 4 sindaci vercellesi di Valledora invece si sono orientati su un'esposizione più politico-amministrativa imperniata sulla tutela della salute e del territorio. 

A nome di tutti, ha preso la parola il Sindaco Alicese, Luigi Bondonno :"L'inchiesta che state conducendo è definita pubblica e ci risulta chiaro il riferimento al tema della trasparenza cui il legislatore ha voluto riferirsi, ma ciò che vi chiediamo prima di tutto è di considerare questo aggettivo anche in un’accezione in parte diversa. Vi preghiamo di leggerlo infatti come interesse delle persone, degli uomini e delle donne che vivono nei nostri comuni. La costruzione di un impianto come quello progettato costituisce, per stessa ammissione dei proponenti, un rischio ambientale,

"La storia di questo territorio è ben chiara: milioni di metri cubi di rifiuti stoccati nelle ex cave di Valledora costituiscono già un potenziale pericolo per le falde acquifere. - continua Bondonno -  Una semplice valutazione di buon senso ci porta a chiedere: è a repentaglio ciò che beviamo, dobbiamo anche solo immaginare di rischiare di avere problemi anche con l’aria che respiriamo? I rischi, moltiplicandosi fra loro, andrebbero a costituire un grave rischio ambientale per i nostri cittadini. E' davvero l’ora di cominciare a pensare che la pubblica utilità non sia da collegarsi esclusivamente alle proposte imprenditoriali ma sostenere, con coraggio, che l’interesse comune descritto dalla Legge, sia innanzitutto non mettere ulteriormente a rischio la salute delle persone che vivono nei nostri centri. A questo si aggiunga che l'accoglimento di questo progetto metterebbe in ginocchio il mondo agricolo sempre più collegato a percorsi biologici e annullerebbe qualsiasi occasione di sviluppo turistico del territorio.

"Il danno paesaggistico e soprattutto di immagine sarebbe mortale. - afferma Bodonno -  Uno degli anfiteatri morenici più ampi d’Europa, che fa da corona al Lago di Viverone, accoglie nel suo lembo meridionale i nostri paesi. Questo questo rende concreto l’interesse di operatori turistici di caratura internazionale, le nostre campagne ed i nostri boschi vengono ritenuti lo sfondo ideale per chi vuole immergersi nella natura. Molto spesso per noi amministratori locali pensare ad occasioni di sviluppo occupazionale si rivela una chimera ma la nostra volontà di “sognare forte” ha creato il substrato per una proposta, che nel pieno rispetto della natura, andrebbe a costituire un impulso economico e sociale senza precedenti. Possiamo forse rinunciare ad un cammino come questo?  In una Società che voglia definirsi civile, rischi e responsabilità sono ripartiti fra i suoi componenti: l’area di Valledora ha già ampiamente fatto la sua parte e tuttora convive con un grave rischio ambientale.

"Il futuro delle nostre Comunità poggia su due punti fermi: la tutela della salute e lo sviluppo turistico. - conclude Bondonno - La proposta impiantistica che siete chiamati a valutare non è nel nostro interesse. A supporto delle nostre Amministrazioni di Valledora vi sono tutti i centri che insistono nel raggio di 25 km, a cui si sono aggiunti nelle scorse settimane altri paesi del Biellese, del Vercellese e del Canavese, superando la quota dei primi 30 Comuni firmatari del diniego all'opera".

Comunicato Stampa sindaci Valledora - a.b.

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