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ATTUALITÀ | 18 dicembre 2021, 06:50

Turismo, Aigo Biella: “Siamo seduti su di una miniera d'oro ma ancora non lo sappiamo”

Osti: "Tanti turisti conoscono solo Oropa e Candelo"

Turismo, Aigo Biella: “Siamo seduti su di una miniera d'oro ma ancora non lo sappiamo”

Turismo, Aigo Biella: “Siamo seduti su di una miniera d'oro ma ancora non lo sappiamo”

I progetti in piedi sono tanti. Molto si investe in campagne pubblicitarie per promuovere il Biellese nelle grandi città e all'estero. Ma ancora non basta. A lanciare un grido di allarme per fare crescere ancora di più un settore come quello del turismo “neonato” è Aigo Biella, l'Associazione Italiana Gestori e Ospitalità e ricettività diffusa nata in seno a Confesercenti.

“Il Biellese è ancora poco conosciuto – commenta Fernando Sola, presidente Aigo Biella - . Abbiamo molto da offrire, laghi, montagna, ricetti. Non è mai stato un territorio turistico e sta cercando di diventarlo. Il tessile ci ha dato benessere per un secolo e mezzo, adesso non è più in grado di farlo. Si stanno facendo tanti sforzi per puntare sul turismo, ma si deve ancora fare tanto. Tra luglio e ottobre di questo anno abbiamo addirittura superato i numeri di accoglienza del 2019 perchè le nostre strutture sono recepite come sicure in questo periodo così particolare. Dobbiamo sfruttare di più il nostro potenziale. Siamo seduti su di una miniera d'oro ma ancora non lo sappiamo”. Il primo passo per fare crescere il settore, per Sola, è fare squadra.

Roberto Osti gestisce un B&B a Chiavazza. E' associato Aigo, e la pensa come Sola. “Abbiamo tanti stranieri che vengono da noi, dal Belgio, dall'Olanda, tedeschi. Prima del Covid venivano anche tanti australiani e svizzeri. Solo che seguono i programmi che si sono fatti prima di partire e poi vanno altrove. A Biella visitano solo Oropa e a Candelo. Non conoscono altro”. Qualche tempo fa da Roberto sono arrivati degli olandesi. Dovevano stare qui un giorno e sono infine ne rimasti quattro. “Io ho proposto loro di visitare anche la Bessa, la Baraggia, Viverone. Gli ho fatto vedere volantini che non conoscevano. E' come se ci fosse un'informazione monca. Non si fa conoscere tutto il Biellese, ma solo una parte. La promozione che viene fatta fuori porta non arriva dove e come dovrebbe arrivare per essere completa”.

Che dire dei sentieri?: “Ne abbiamo tantissimi – continua Roberto - , ma non sono valorizzati e molti non sono in buono stato”. Altro punto su cui lavorare è l'ospitalità: “Per fare turismo si dovrebbe anche offrire qualcosa in più nel settore della ristorazione. Gli stranieri in particolare mangiano tardi, si dovrebbero tenere i ristoranti aperti qualche ora in più e magari fare turni in estate. In agosto capita spesso che tanti siano chiusi nello stesso periodo, e dove va a mangiare il turista?”.

s.zo.

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