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CRONACA | 07 dicembre 2021, 08:30

Fiori per “Tatana”, l'ultimo saluto in Duomo

nuraghe lutto

Nell’immagine, corona di fiori fatta pervenire a Biella dai nipoti che vivono a Parigi.

Officiata dal parroco del duomo, can. don Paolo Boffa Sandalina, si è svolta nella chiesa cattedrale di Biella la cerimonia funebre di “Tatana”, Sebastiana Piredda, di Orani, serenamente mancata nei giorni scorsi. Rito partecipato anche da oltralpe, con corona di fiori fatta pervenire dai nipoti che vivono a Parigi e dalla famiglia che abita in Sardegna.

L’accompagnamento religioso è culminato con Tonina Manconi Canneddu che ha letto le parole di Franca Soddu, che di seguito pubblichiamo. “Quanto ho pianto!!!! Mi raccontava la mia mamma, quando è partita Tatana, loro due erano “circoline”, così venivano chiamate le giovani impegnate nell’Azione Cattolica, per cui legate da un progetto comune. Continuava nel ricordo la mia mamma, sono andata alla fermata “de su postale” per un ultimo saluto, quella partenza che sapeva tanto di salto nel buio. Immagino quanto scarno, imbarazzante e malinconico, sia stato quel salutare, cosa si saranno augurate, cosa si saranno ripromesse, quali pensieri, incognite e preoccupazioni e ...Tatana già da subito ha mostrato la sua tempra, la sua audacia, la sua forza nel mettersi in cammino, conoscendo però solo la partenza, ma ignorando sia la fine che la strada da percorrere. Possiamo tranquillamente affermare che Tatana è stata una anticipatrice, pioniera dello spostamento, a scopo di miglioramento economico, ma in modo cosciente e rispettoso di chi si immette in altra cultura.

Tatana aveva consapevolezza, che le sue mani laboriose, la disposizione alla fatica, l’accuratezza nel fare e … l’avrebbero salvata.E così il lavoro le diede l’emancipazione, ma sempre attenta a non farsi usurpare i suoi diritti irrinunciabili di persona, (cosa immagino non sempre facile), custodendo con affettuosa gelosia la sua dignità di donna, di lavoratrice, di Sarda di cui le erano rimasti tratti voluti ed indelebili. Vedi Tatana hai la mia ammirazione, con il tuo rigore, ed il tuo modo di essere, hai tenuto sempre la schiena dritta, hai tenuto fermo con lucida visione il timone della tua vita sino alla fine. Ti immagino nella solitudine della tua casa, con cipiglio che interroghi il divino con fede ma anche con vigore, pretendendo aiuto. Ora ti immagino libera, sollevata dalle ambasce e tribolazioni terrene magari in compagnia della mia mamma, che ve la raccontate con gusto. Ciao Tatana sei passata leggera sulla terra accarezzandola”.

Franca Soddu (Su Nuraghe Biella)

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