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ATTUALITÀ | 26 novembre 2021, 10:28

Scarpette rosse da uomo e poesia sarda a Biella contro la violenza sulle donne

Nell’immagine, scarpette rosse da uomo in negozio di Biella, foto Su Nuraghe

Nell’immagine, scarpette rosse da uomo in negozio di Biella, foto Su Nuraghe

Da Biella, dove è nato un movimento di sensibilizzazione tutto al maschile con il primo flash mob di soli uomini con le scarpette rosse, il Circolo sardo cittadino rilancia la solidarietà all’universo femminile con la poesia di Nicola Loi di Ortueri.

Appositamente composti in Limba sarda, tradotti in italiano da Grazia Saiu, i versi pubblicati sui social di Su Nuraghe, verranno inseriti tra i testi del laboratorio Linguistico “Eja emmo sì, là dove il sì suona, s’eja, s’emmo cantant”; incontri mensili transoceanici, che mettono in collegamento il Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella e il Circulo Sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina).

«Credo che l’impatto della nostra azione risulti particolarmente forte ed efficace – spiega Paolo Zanone, imprenditore tessile e direttore artistico della compagnia Teatrando di Biella, iniziatore del movimento di soli uomini con le scarpette rosse – per una questione estetica e perché ci rivolgiamo agli uomini in modo molto diretto. Non è una semplice protesta, ma un tentativo di toccare le coscienze. Oltre alle scarpe rosse, anche giacca, cappello e cartello sotto il braccio ci identificano come gruppo. Camminiamo in colonna, distanziati di pochi passi, guardando negli occhi solo gli uomini che incrociamo lungo la via. L’intento è di creare un disagio e sollecitare domande in chi si sente indagato da quello sguardo, ma anche di suggerirgli di osservare e cogliere segni».

Alla singolare spettacolazione biellese - già replicata in tutta Italia - si sommano in questa “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne 2021” i versi di Nicola Loi che, parlando della “Birgonza de s'umanidade/ Vergogna dell’umanità”, si concludono con la dichiarazione e l’impegno: “totus cun tegus cun su contivizu”, vale a dire: “(sono) tutti con te con premura”, accanto alle donne, iniziando dal poeta.

Simmaco Cabiddu

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