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COSTUME E SOCIETÀ | 27 ottobre 2021, 19:30

Disturbi alimentari, il racconto di malati e famiglie

Il Comune di Biella e l’associazione Mi Nutro di Vita hanno presentato i libri di Agnese Buonomo, Lara Epifanio e Letizia Gallone, e le mostra fotografica di Stefano Scherma a Palazzo Ferrero

Convegno su disturbi alimentari a Palazzo Ferrero -  Foto Studio Fighera per newsbiella.it

Convegno su disturbi alimentari a Palazzo Ferrero - Foto Studio Fighera per newsbiella.it

Storie di disturbi alimentari, dei malati e delle loro famiglie, raccontate dal diario di Laura Epifanio, dalle testimonianze raccolte da Agnese Buonomo, dalle poesie di Letizia Gallone, e dalle fotografie di Stefano Scherma.

Questo è stato l’evento di sabato 23 ottobre  a Palazzo Ferrero organizzato dal Comune e di Biella in collaborazione con l’associazione Mi Nutro di Vita.

Lara Epifanio, giovane donna che è stata malata di anoressia, ha scritto "Chissà cosa pensano di me" durante il suo percorso di cura e guarigione, un diario per aiutare le persone che stanno attraversando ora questo percorso. “Di quel periodo - dice Lara - ricordo le scuse che ho inventato agli amici per nascondere che mi sarei ricoverata perché lo considerava un fallimento. Poi, durante il ricovero, pensavo che, una volta tornata a casa, gli amici sarebbero stati disgustati da me per il fatto che riprendevo a mangiare”.

La giornalista Mediaset Agnese Buonomo, con "La Famiglia Divorata - Vivere accanto al Disturbo Alimentare", racconta  il punto di vista delle famiglie, che, in prima persona parlano del malato a cui sono accanto. “Di fronte a queste malattie – afferma Agnese - le famiglie hanno due reazioni. Prima un dolore enorme nel vedere il proprio caro, il cui cervello è posseduto e guidato dalla malattia, che si distrugge e che ha l’obiettivo di morire. D’altro canto sono furiosi perché non capiscono che il disturbo non dipende dalla volontà del malato, che non parlano con il malato ma con la malattia: devono imparare a distinguere tra malattia e persona, che è difficilissimo per l’empatia che hanno con il loro caro”.

Agnese Buonomo racconta le famiglie per dare voce alle famiglie. “Che troppo spesso sono abbandonate – spiega Agnese – perché non considerate dai terapeuti durante la cura. Le famiglie devono diventare collaboratrici dei terapeuti perchè, se fanno l’opposto dei terapeuti, ritardano il processo di guarigione e possono distruggersi come nei casi di fratelli che smettono di parlarsi o di genitori che si dividono”.

Letizia Gallone, studentessa universitaria che si è ammalata quattro anni fa e ha fatto l’ultimo ricovero a settembre, con la raccolta di poesie "Un'anima allo specchio" racconta la sofferenza che ha provato per la separazione dei suoi genitori. “Dopo un lungo periodo in cui non vedevo mio padre la malattia è stato il modo per dimostragli che esistevo. Più dimagrivo e più ero contenta e sono arrivata al limite di svenire. Non volevo ma ho allontanato la mia famiglia fino a quando un giorno mia sorella di 15 anni mi ha detto “Ti prego non morire””.

La giornata di sensibilizzazione di sabato scorso corrisponde alla campagna di sensibilizzazione  che il Comune di Biella  sta portando avanti da un anno e mezzo. “Da quando  ho assistito ad un convegno dell’associazione Mi Nutro di Vita. – precisa l’assessore Gabriella Bessone - . Da quel momento abbiamo fatto una progettazione nelle scuole e corsi di formazione per insegnanti. Anche l’Asl Biella si sta socializzando sul tema realizzando video che spiegano queste patologie. Quindi le nostre politiche giovanili puntano a fare rete con Asl per costruire progetti che informino e giovani e genitori”.

A scuola la campagna di sensibilizzazione è in via di ampliamento. “Alle superiori abbiamo già distribuito il programma della campagna ed ora vogliamo abbassare il  target: abbiamo già parlato con i  presidi dei  tre istituti compresivi cittadini che hanno accettato di portare queste testimonianze nelle scuole medie”.

Alessandro Bozzonetti

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