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COSTUME E SOCIETÀ | 25 ottobre 2021, 17:00

A Cerrione si racconta la storia di Renato Moglia, pilota biellese della Regia Aeronautica Italiana

renato moglia

A Cerrione si racconta la storia di Renato Moglia, pilota biellese della Regia Aeronautica Italiana

Un berretto militare, un paio di occhiali per il volo, distintivi della divisa, una medaglia d'argento al valore militare. Questi alcuni dei cimeli che si sono potuti visionare sabato 22 ottobre nel Museo "NOVA FAMA" al castello di Cerrione durante la presentazione del libro "Tenente Renato Moglia. Un pilota biellese della Regia Aeronautica". Autore del libro è Roberto Catuzzo che, nipote del Moglia, è stato intervistato per l'occasione dalla direttrice del Museo Claudia Ghiraldello.

Catuzzo ha raccontato episodi della vita del nonno che con coraggio servì l'Aeronautica Italiana fino all'estremo sacrificio della vita. Morì infatti colpito in volo da un gruppo di Spitfire mentre pilotava un RE 2002. Era il 4 settembre 1943, quando l'armistizio era già stato firmato, ma purtroppo non ancora divulgato. Il Tenente Moglia aveva solo 27 anni e lasciava una moglie, Rosina Sasso, e una figlia, Anna. Nato a Ronco Biellese il 26 febbraio 1916, diventato primo aviere pilota, aveva ottenuto il brevetto di pilotaggio su CA 100. Passato al 53° Stormo C.T. di Caselle Torinese, vi era rimasto fino all'agosto 1939. Anche negli anni seguenti aveva continuato il suo servizio per l'Aeronautica. Specializzato in bombardamenti a tuffo, dal 10 luglio 1943 fino alla morte aveva partecipato a tutte le azioni di guerra del 5° Stormo d'Assalto.

Durante la presentazione del libro avvenuta all'interno del salone in cui sono esposti i cimeli del Tenente Colonnello della Regia Marina Italiana Giuseppe Bonom, è stato proiettato un audiovisivo realizzato dal Museo "NOVA FAMA", audiovisivo che con una carrellata di fotografie del pilota in vari contesti geografici, talora in compagnia di colleghi, talora da solo in acrobatiche pose accanto agli aerei che tanto amava, ha suscitato grande interesse nel pubblico che ha posto diverse domande ai relatori. Con questo personaggio il Museo "NOVA FAMA" continua la sua missione di recuperare, valorizzandole, figure del passato degne di essere ricordate. L'impegno, rivolto anche alle nuove generazioni, è quello di liberare dall'oblio in cui erano caduti uomini e donne distintisi per coraggio, volontà, sacrificio. Per contattare il Museo e proporre nuovi volti del passato direzione.centroculturale@tenutacastello.it oppure 3490848997.

Redazione g. c.

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