AL DIRETTORE - 24 ottobre 2021, 11:00

L’opinione di Pietro Brovarone: “Quale giustizia?”

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L’opinione di Pietro Brovarone: “Quale giustizia?”

In questi giorni a Parigi si sta celebrando il processo a carico dell'unico terrorista islamico superstite che ha partecipato all'omicidio di massa di 137 persone, la cui unica colpa è stata quella di trovarsi a Parigi la sera in cui un gruppo di terroristi islamici aveva deciso di combattere la propria guerra santa contro l' Occidente infedele.

Tra le 137 vittime vi era anche una studentessa italiana, Valeria Solesin, colpevole anch'essa di essere una figlia dell'occidente che un tempo era Cristiano. Quale giustizia potrà offrire un tribunale occidentale ad un terrorista islamico che ha agito nel nome del suo dio, convinto di giovare ad una causa soprannaturale ? Quale pena potrà retribuire la perdita di 137 vite innocenti ? Quale speranza di rieducazione potrà fornire una pena anche esemplare qual è quella del carcere a vita ad un soggetto motivato da un sentimento religioso distorto ?

Difficile trovare delle risposte ragionevoli davanti a tanto dolore, davanti ad un abisso di male che non può essere giustificato in alcun modo. La morte ingiusta dell'innocente può solo trovare giustificazione e senso in una visione soprannaturale della vita umana, sintetizzata nel grido del Cristo crocifisso che chiede al Padre di perdonare gli ingiusti "perché non sanno quello che fanno". Ogni altra diversa lettura dei tragici fatti di Parigi ci condurrebbe solo all'applicazione del principio veterotestamentario dell' occhio per occhio dente per dente, principio, peraltro, applicato a Norimberga per crimini contro l'umanità, quali furono quelli nazifascisti.

Pietro Brovarone

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