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CULTURA E SPETTACOLI | 24 ottobre 2021, 07:50

“ Affronta la vita, invece di cercare scampo in un altrove ingannevole…”

Recensione del romanzo: Avrò cura di te, di M.Gramellini

Recensione a cura della professoressa Elena Viotti

Recensione a cura della professoressa Elena Viotti

Oggi vi parlerò di: “ Avrò cura di te’’ di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale. La parola cura, che ricorre e si rincorre tra le righe, rende superbamente significativo il testo che emerge nel susseguirsi della trama, lieve e disincantata, semplice ma tenacemente complessa nel rappresentare emozioni e dolori, in un’alternanza di consigli e pacatezza.

Leggiamo l’incipit: “ Da qualche parte nell’Universo esiste un mondo non visibile agli occhi in cui si aggirano sagome vibranti di Luce. Sono le anime degli Innamorati Eterni e palpitano a coppie, trovando l’una nell’altra, le ragioni del proprio splendore. Quasi sempre la vita le separa, con uno di quegli impedimenti tipici; ma appena l’esperienza terrena finisce, loro si ritrovano in una dimensione concepita appositamente.”

La vicenda narra di una ragazza “inquieta per vocazione” la definisce l’autore, che conduce una vita normale finchè il grande amore della sua vita, non decide di lasciarla. Lei dunque si trasferisce nella casa dei nonni dove trova una lettera che la nonna aveva scritto all’Angelo custode. Incuriosita, ci prova anche lei… e con suo grande stupore, l’Angelo risponde. Comincia così un fitto scambio epistolare, in cui L’angelo custode le dispensa consigli, indicazioni su come gestire al meglio la propria esistenza e le resta accanto nei momenti più tristi e bui, dimostrando appunto ciò che aveva promesso: “ Avrò cura di te”.

Filemone ( così si chiama l’interlocutore celeste) pare a tratti venire direttamente dal profondo io di Giò, la protagonista che attraverso il loro dialogo impara a gestire le sue emozioni, a silenziare i pensieri, e a connettersi al cuore, da cui provengono insegnamenti e suggerimenti importanti per molte situazioni a cui dovrà rispondere. “ Solleva lo sguardo dalle apparenze. La vita è un ritorno a casa e certi Amori che sembrano crepacci diventano ponti per attraversare il vuoto e avvicinarsi al traguardo. Non voltarti mai indietro, il torcicollo emotivo è una malattia (…) se non si riesce a coniugare i verbi al futuro”

“Affronta la vita, invece di cercare scampo in un altrove ingannevole. E’ quell’altrove il tuo inferno, non il luogo da cui cerchi continuamente di scappare…” Uno dei temi chiave del libro, è proprio l’invito a non fuggire, principalmente da se stessi, affrontando pensieri e paure che devono essere convertiti in sfide e non in ansie durature.

Non esistono ostacoli insormontabili, ma solo momenti che sembrano bui e che devono essere invece interpretati, come spunti per cercare quella luce che tornerà a illuminarvi, non appena avrete capito, che nulla mai è perduto perché potete trovarlo dentro di voi. E allora ecco la magistrale pseudo conclusione, che non è la fine, ma l’invito a un nuovo inizio: “ Se l’Amore è una discesa dell’eternità del tempo e nello spazio, non può limitarsi al miracolo dell’incontro e alla poesia dell’istante. Deve per forza estendersi alla costruzione di qualcosa di durevole. Trovarsi, rimane una MAGIA, ma non perdersi è la vera FAVOLA.

INVITO ALLA LETTURA. Sottolinea sul testo le frasi che più ti colpiscono e crea un decalogo ( o anche di più…) di consigli da seguire nei momenti no della tua vita. M.Gramellini, C.Gamberale, Avrò cura di te, Longanesi editore.

CONSIGLIATO A CHI: vuole mettersi in discussione e contemplare l’idea che esistono alternative alla materialità fisica a cui siamo abituati.

Professoressa Elena Viotti

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