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ATTUALITÀ | 24 ottobre 2021, 06:50

Effetto gregge, perché si è sempre portati a seguire le masse

Un’attenta analisi dello studente Gian Enrico Travostino su uno dei fenomeni sociali più studiati, ma anche un incitamento a non mollare mai davanti ai problemi grazie alla propria determinazione. Su un progetto della prof. Elena Viotti uno stimolo al ragionamento e a scelte individuali

Gian Enrico Travostino, classe 5 A Mat, istituto  Gae Aulenti

Gian Enrico Travostino, classe 5 A Mat, istituto Gae Aulenti

<Prima di iniziare farei una premessa. Credo che due concetti a me cari siano alla base di ciò che leggerete: primo, al contrario di quello che cerca l'uomo, la perfezione è astrale, tutto è molto più casuale di quello che si pensa. Secondo, l'induzione è la forza che fa succedere tutto quello che succede (l'induzione è una forza capace di guidare o manipolare i nostri pensieri e comportamenti).

La condizione che mi ha portato a cambiare, sia modello di vita che impostazione mentale, è stata l’insoddisfazione derivata dal mio banale adattamento alla massa, dal mio seguire gli altri, ma questo credo sia un problema nascosto della moderna società. Con il tempo, l'umanità ha iniziato ad appiattirsi, a seguire una linea guida dettata da qualcun altro, non siamo più abituati a pensare, siamo così in collegamento con il resto del mondo, che avere un pensiero personale diverso dal gruppo risulta come “strano”. L'essere umano sta subendo un deprimente abbassamento intellettivo a livello mondiale. Giacomo Leopardi scrisse l'Infinito a vent'anni: ma ve lo immaginato un ragazzo di oggi che scrive l'Infinito? Allora dov'è che abbiamo sbagliato? Ci basiamo troppo sulle opinioni altrui e abbiamo smesso di cercare noi stessi… Inoltre, la caratteristica comune ai tempi odierni, che sono sicuro sarà la rovina del mondo che ci circonda, è la pigrizia mentale. Quando ci si pone un problema, se non troviamo in pochi secondi una soluzione molliamo, semplicemente smettiamo di provarci, perché troppo difficile, rimaniamo nella stessa posizione pur di non sforzarci di pensare, finché il problema inevitabilmente, diventa una parte di noi, una sofferenza che ci portiamo sulle spalle. La soluzione a questo, qualcuno l'ha già ricevuta, in forma più amara, insoddisfazione induttiva, da alimentare così tanto da riuscire ad ottenere un rovescio della medaglia, vivere senza egoismo ma secondo il nostro unico modo di essere coraggiosamente noi stessi>

Gian Enrico Travostino

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