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COSTUME E SOCIETÀ | 18 ottobre 2021, 09:00

Il ricordo dei Caduti di Casalmaggiore nel lastricato monumentale di Nuraghe Chervu

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Il ricordo dei Caduti di Casalmaggiore nel lastricato monumentale di Nuraghe Chervu

Casalmaggiore, Comune di circa 15 mila abitanti della Bassa padana in provincia di Cremona, aderisce al progetto “pietre di memoria” del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe, inviando a Biella la lapide commemorativa dei suoi Caduti nella Prima guerra mondiale.

La lastra di risulta, spedita a Biella nel maggio scorso, porta inciso il nome del Comune e il numero dei suoi caduti, 295, durante il primo conflitto mondiale. Sarà presto inserita nel lastricato dell’area monumentale di “Nuraghe Chervu” dedicata alla memoria della Brigata Sassari, ai Caduti sardi e biellesi e di tutti i Caduti italiani della Grande Guerra.

All’iniziativa congiunta del Comune di Biella e del locale Circolo culturale Sardo, guidati rispettivamente da Claudio Corradino e Battista Saiu, hanno risposto con entusiasmo il Sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni e l'assessore alla cultura Marco Micolo che, durante una conferenza stampa ha dichiarato: «abbiamo deciso di aderire perché ci sembra un’occasione importante per ricordare i nostri Caduti, i nostri patrioti anche lontano da Casalmaggiore».

Nell’ambito delle celebrazioni del Centenario della Grande Guerra, promosso dal Governo Italiano, la sensibilità degli amministratori e delle associazioni del comune nel Cremonese si è distinta, tra le molte, in almeno altre due occasioni: il restauro conservativo del monumento ai Caduti nel cimitero cittadino – in cui riposano non solo i resti di soldati italiani, ma anche di austriaci e ungheresi - e la realizzazione della mostra  “Ma nel cuore nessuna croce manca” con scritti e testimonianze inedite di soldati casalaschi della Prima Guerra Mondiale, esposti nella biblioteca comunale.

Tra i vari enti coinvolti nel lavoro di ricerca, scuole istituzioni e associazioni, spicca il Gruppo Storico “il Torrione sul Po” che in un suo comunicato del 2015 coglie appieno qual è il senso del “ricordare” la guerra di un secolo fa: «1915-2015, cent’anni! Un arco di tempo lungo un soffio nei libri, ma distanza epocale nelle memorie di famiglia. Oltre quattro generazioni si sono succedute e via via si sono ingialliti i ricordi di famiglia di quell’immane tragedia che fu la Prima guerra mondiale. Ricordi col tempo relegati nei cassetti, poi nelle soffitte e oggi forse dimenticati. Dopo cento anni incombe il rischio che su quella generazione di casalaschi che tanto soffrì, a causa della guerra, scenda l’oblio. La nostra Associazione, pur professandosi unanimemente contraria ad ogni guerra, crede fermamente nell’importanza della memoria, come mezzo per costruire una società senza odio.

Per questo ha coinvolto la cittadinanza allo scopo di raccogliere documenti e testimonianze per una mostra didattica rivolta alla città e in particolare ai giovani. Essa è stata realizzata col contributo di tanti casalaschi, residenti o trasferitisi, animati tutti dal desiderio di onorare il ricordo di coloro che sopportarono sacrifici fino al dono della propria vita».

Riccardo Pozzo (Su Nuraghe Biella)

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