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ECONOMIA | 16 ottobre 2021, 07:00

Coldiretti Vercelli-Biella, latte: incontro in Regione per valutare le priorità per dare ossigeno al comparto

“Incontro positivo, sul settore gravano forti speculazioni”

Incontro in Regione per valutare le priorità per dare ossigeno al comparto

Incontro in Regione per valutare le priorità per dare ossigeno al comparto

“Sicuramente positivo un tavolo di confronto sul comparto latte su cui gravano forti speculazioni di alcuni caseifici che abbassano il prezzo pagato agli allevatori che devono già far fronte agli aumenti delle materie prime schizzate alle stelle con il mais che registra +50%, la soia +80% e le farine di soia +35% rispetto allo scorso anno”. E’ quanto commentano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale rispetto riunione della filiera latte piemontese convocata dalla Regione alla presenza dell’assessore all’Agricoltura, Marco Protopapa.

“Serve, però, concretezza per cui abbiamo chiesto sostanzialmente 3 punti prioritari che possano portare una crescita economica alle imprese ed al territorio – evidenziano il presidente di Vercelli-Biella Paolo Dellarole e il direttore Francesca Toscani - È necessario tornare a parlare di prezzo indicizzato Piemonte, concertato in Regione con anche la parte industriale e che tenga conto della destinazione d’uso del prodotto finale e del mercato sul quale è collocato. Creare sinergie che generino economia anche all’indotto del lattiero-caseario piemontese è un altro obiettivo fondamentale, insieme all’attenzione che abbiamo chiesto all’assessore Protopapa affinché vengano date le risorse, della misura 4.2 relativa all’agroindustria, del prossimo Psr solo a quei caseifici che si impegnano veramente a valorizzare il latte piemontese, visti già i 13 milioni di euro che col Psr 2014-2020 ha ricevuto l’intero comparto, non sempre mettendo al centro le produzioni locali. Infine – concludono Dellarole e Toscani – chiediamo per l’ennesima volta i dati, relativi alle singole industrie  e non solo in forma aggregata, delle importazioni di latte dall’estero che, oltre ad essere di dubbia qualità, aumenta il fenomeno speculativo. Bisogna passare dalle parole ai fatti per poter dare ulteriore economia e futuro a tutte le imprese zootecniche da latte del Piemonte”.

c.s.

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