AL DIRETTORE - 03 ottobre 2021, 06:50

L’opinione di Pietro Brovarone: “Il significato di una Croce”

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L’opinione di Pietro Brovarone: “Il significato di una Croce”

Nell'era della falsa onnipotenza della scienza dell'uomo, ci troviamo impotenti e sgomenti davanti al dolore della morte. La morte ci coglie impreparati sempre, sconvolge i nostri piani, annienta l'intima aspirazione di infinito che pervade la nostra anima. L'uomo, da quando calca i sentieri terreni, deve fare i conti con una  incoerenza di fondo: l'aspirazione all'eternità e la caducità della vita che ha un inizio, ma ha anche una fine, almeno apparente. Quando poi la fine della vita arriva in modo tragico ed imprevisto, troppo presto rispetto a quello che ci aspettiamo, il dolore non trova consolazione.

Quel dolore si diffonde a macchia d'olio anche tra coloro che non sono toccati direttamente, in quel momento, dall'incoerenza della vita. Nel corso dei secoli l'uomo ha cercato e ancora cerca di dare un significato alla morte, un significato a tutte le morti, perché intimamente sente di essere stato chiamato per l'eternità. Una risposta a quella ricerca di significato percorre la storia da 2000 anni è la risposta che hanno trovato dei pescatori lungo le strade della Galilea, seguendo un Uomo che ha terminato la sua avventura terrena appeso ad una croce, da quel momento la storia dell'umanità ha cambiato il modo di contare gli anni, ha cambiato il modo di rapportarsi con i piccoli e gli insignificanti della terra.

Da 2000 anni quella croce e quella morte infamante hanno dato un senso alle vite di tutti coloro che hanno scelto di seguire un Re senza regno terreno, un Dio che non promette Gloria e onori questa vita, ma riempie di significato, l'apparente insignificanza nella vita di tutti noi.

Pietro Brovarone

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