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COSTUME E SOCIETÀ | 20 settembre 2021, 10:00

27 settembre 1981-27 settembre 2021, Don Remo da 40 anni a Chiavazza FOTO

Tra gli appuntamenti di "Chiavazza in festa" in calendario nel fine settimana c'è la messa per i 40 anni di servizio di Don Remo

Don Remo il giorno della cerimonia di accoglienza

Don Remo il giorno della cerimonia di accoglienza

Fervono i preparativi per <Chiavazza in festa> in calendario il prossimo fine settimana, quando durante la messa si festeggeranno anche i 40 di servizio pastorale nel quartiere di Don Remo.

<Non volevo assolutamente venire a Chiavazza, non la conoscevo come realtà, poi sono stato obbligato ed eccomi qui>. Con volto un po' affaticato di chi cerca sempre di adoperarsi per tutto e per tutti, Don Remo Baudrocco ripercorre con il sorriso i suoi 40 anni in parrocchia a Chiavazza che cadono il 27 settembre. <Il Vescovo Vittorio Piola aveva chiesto ad altri 5 parroci prima di me, e avevano detto tutti di no. Allora è venuto da me, io ho chiesto tempo per pensarci. Mi a detto che entro una settimana e mezza avrebbe voluto la risposta e io ho fatto finta di nulla. Dopo 3 mesi è arrivato, me lo ha chiesto ancora una volta, e io ho risposto che sarei venuto solo se mi avesse obbligato. E così è stato. Ho ancora nutrito qualche speranza di non venire quando una settimana prima via Milano è stata devastata dalle piogge e Chiavazza era isolata. Ma poi hanno risolto e ho capito che era destino. E ho preso il posto di Don Bendotti>.

Quando è entrato ufficialmente a far parte della comunità il 27 settembre del 1981 non è passato inosservato. Il giorno della cerimonia d'accoglienza era stato preparato un rinfresco per 50 persone che praticamente non ha nemmeno fatto in tempo a vedere. <Non me lo aspettavo nemmeno io- racconta Don Remo – ma sono arrivati a salutarmi tutti i miei scout di Biella 1 dove ero assistente e tanti altri amici, anche di San Biagio, e per tutti non è bastato. Solo gli scout erano 200>. Poi Don Remo ha fatto carriera. <Da allora la mia vita è cambiata – racconta - . Prima ero stato vice a Occhieppo, poi professore alle medie al Santa Caterina, ho aiutato a San Biagio e dopo che sono venuto qui mi hanno fatto canonico, cappellano degli Alpini e presidente dell'istituto diocesano sostentamento del clero. E naturalmente sono presidente dell'asilo e della casa di riposo qui nel quartiere>.

In 40 anni è cambiata tantissimo Chiavazza, racconta: <Non ci sono più le famiglie originarie come Gamba e Oliaro. Sono rimasti gli anziani, ma i giovani se ne sono andati. Il Comune non ha fatto nulla per trattenerli. Anche il quartiere prima era molto ben curato, poi c'erano i consigli, importantissimi, perché facevano da tramite tra la comunità e il Comune e adesso li hanno tolti. Poi negli Anni 90 sono arrivati gli immigrati. I ragazzini si integrano, ma purtroppo le loro famiglie fanno difficoltà per via delle loro tradizioni>.

Tornando indietro negli anni, riavvolgendo il nastro dei ricordi, Don Remo non si dimenticherà mai quella volta che osò pensare al miracolo. <Dovevamo ampliare la casa di riposo, c'era davvero tanta richiesta. Dopo vari rinvii ci siamo decisi e abbiamo voltato per un mutuo da 2 miliardi di vecchie lire. E proprio il giorno prima di firmare mi ha chiamato un notaio perché una persona aveva fatto testamento lasciando alla parrocchia 2 miliardi di lire, proprio la cifra esatta che ci serviva. Non ringrazierò mai abbastanza questa persona, che non ho nemmeno mai visto in chiesa. So solo dire di averla accompagnata al campo santo 2 giorni prima di sapere del testamento. E l'Oasi da 50 ospiti oggi ne può ospitare 110>.

Orgoglioso di festeggiare Don Remo Franco Caucino, che da anni veste il Cucu, la maschera del quartiere: <Prima che arrivasse anche noi dei Comitato non avevamo molti rapporti con la parrocchia. C'era un po' di tensione. Quando ci hanno avvisato che sarebbe arrivato abbiamo avuto tutti paura perché ci avevano detto che avrebbe stravolto tutto. Ci eravamo anche informati per comprare o affittare un'altra sede del Comitato. Invece, dopo le prime riunioni in cui ci ha chiesto tutto e ci siamo conosciuti, alla fine il teatro oggi è da vedere. E' uno spettacolo, grazie alla collaborazione che abbiamo con la Parrocchia. C'è sintonia, rispetto. E di questo ringraziamo il nostro Don>.

s.zo.

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