/ CULTURA E SPETTACOLI

CULTURA E SPETTACOLI | 12 settembre 2021, 15:30

Hope: Una mostra che “toglie il respiro” FOTO

hope

Hope: Una mostra che “toglie il respiro”

Entrando nelle sale del Centro Culturale “Conti Avogadro di Cerrione”, la prima sensazione che si prova è la mancanza di respiro. Nonostante gli ampi spazi esterni e la voluminosità della sala, la mostra di Salvatore Giò Gagliano, curata dalla Presidente del Centro Dott.ssa Claudia Ghiraldello, è in grado di trasmettere grandi sensazioni all’osservatore. 

L’artista, educatore presso il centro diurno e comunità Muni Prestinari ANFASS onlus di Vercelli, ha prestato la sua opera al racconto del travagliato percorso interiore causato dalla pandemia da Covid-19 e dal primo lockdown.“Nel momento in cui pensavo di aver raggiunto un equilibrio, ecco saltare tutto, in una città vuota che non riconoscevo, con i miei progetti di vita saltati, i parenti lontani anche se nella stessa città, i miei pazienti diversamente abili con cui è difficile rapportarsi senza l’importante contatto fisico ” queste le parole di Gagliano, a spiegazione delle foto artistiche effettuate in casa, per la prima volta usando la sua immagine a modello. Gagliano continua: “Appena si è potuto riprendere un minimo di vita sociale ho chiesto ad Andrea Masotti di aiutarmi a trasmettere il mio messaggio” creando una gabbia fatta da un telo di nylon, il modello interagiva con i due maggiori protagonisti di questa fase: mascherina e nylon a protezione di tutti, ma anche a soffocare le relazioni. Anche nella scelta dell’installazione nulla è ovviamente lasciato al caso: alcune delle opere sono inserite in due fogli di plexiglass, materiale che in questo momento serve a “proteggerci” sorretti da una base in legno, che per l’artista è simbolo di “casa”. 

Anche il nylon usato con Masotti ha un posto importante, esposto all’interno di due vetrine, simboleggia proprio il respiro che manca. In una nicchia la curatrice ha voluto posizionare campane di vetro ospitanti i mezzi sanitari di prevenzione e protezione dal Covid-19, il primo tampone di Gagliano, necessario per continuare a lavorare con i suoi pazienti, guanti a protezione, test antigenico molecolare. Questa nicchia ha il nome “Positivo Negativo”, per sottolineare come i termini prendano tutta un’altra accezione a seconda del contesto.  Le immagini, accompagnate da ricercate citazioni, sono una sovrapposizione di fotografie: il volto o le mani di Gagliano fuse insieme ad immagini di un cuore e di un cervello, il lato emotivo e quello razionale in lotta, l’apparato respiratorio e la mancanza di “fiato”, ma anche mani legate ad un crocefisso nell’opera effettuata a Pasqua, momento religioso importante per l’artista, la Pia Donna piangente nella Deposizione di Rogier Van Der Weyden a collegarsi alle pieghe della mano, la pupilla a racchiudere Maria Maddalena urlante nel Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca, quando Gagliano vedeva intorno a sé solo dolore. 

Pezzo importante della mostra il video “work in progress” fatto con i suoi pazienti. Realizzato collegando frammenti di 22 video di altrettanti soggetti a togliersi quattro mascherine. 22 come i mesi in cui siamo costretti a vivere la pandemia. Gagliano spiega “È un work in progress perché spero presto di poter terminare il video togliendo l’ultima mascherina, quando finalmente saremo fuori pericolo e potremo tornare alla vita normale”. 

Questa mostra per Gagliano “Serve a non dimenticare quello che abbiamo vissuto, a fare tesoro delle importanti lezioni di vita che il Covid ci ha dato, dall’importanza delle relazioni alla gestione del nostro tempo”. Nel catalogo a cura della Ghiraldello, sono stati inseriti gli interventi del Dottor Massimiliano Cau, psicologo e psicoterapeuta, della Dottoressa Sally Calva e del Dottor Enrico Baucero, direttore di ANFASS Vercelli. Importante dettaglio, il ricavato della vendita del catalogo andrà ad ANFASS Vercelli, associazione che sarà protagonista insieme ad ANFASS Biella e Mortara al finissage del 2 ottobre, con una giornata di incontro e festeggiamenti. La mostra sarà visitabile presso il Centro Culturale “Conti Avogadro di Cerrione” fino al 2 ottobre ogni venerdì e sabato dalle 15.30 alle 18.30 oppure su appuntamento al 349 0848997.  Info: direzione.centroculturale@tenutacastello.it  

Redazione ge. cu.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore