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Casa Edilizia | 05 settembre 2021, 10:04

Mutuo: cosa succede se non si pagano le rate?

Mutuo: cosa succede se non si pagano le rate?

Negli ultimi anni, anche a causa dello scoppio della pandemia da Coronavirus, ci sono state molte problematiche legate alle finanze. Nella maggior parte dei casi si è registrata una difficoltà maggiore nel pagamento delle rate di un mutuo. Il Governo ha studiato una soluzione per venire in contro a chi potesse avere problemi di liquidità e per il classico processo bancario: ma cosa succede nel momento in cui non si pagano le rate del mutuo? E chi può intercedere? La parola agli esperti.

    1. Mutuo non pagato: le conseguenze

È una condizione che può accadere a chiunque almeno una volta nella vita. Pagare il mutuo della prima casa non è sempre facile e ci sono delle circostanze che potrebbero far saltare/slittare alcune rate mensili. Una condizione passeggera potrebbe non scaturire alcuna problematica, ma se la situazione non si risolve allora si inciampa in un effetto domino poco piacevole.

È bene evidenziare che non ci sono automatismi, proprio perché le banche cercano in ogni modo di recuperare il mancato pagamento del mutuo trovando la soluzione più corretta per loro e per il cliente. Se si ha un ritardo con il pagamento di una rata, non ci sarà subito il pignoramento del bene ma comunque un richiamo e una richiesta di rientro.

Il consiglio è quello di rivolgersi a professionisti del settore come quelli di https://www.rexpira.it/. Il compito principale è quello di aiutare nella definizione di accordi con i creditori, sempre in base alla legge italiana vigente. Tutto questo è possibile sia in un caso semplice ma anche quando la procedura esecutiva è già stata attivata, trovando il modo per salvare il bene in oggetto.

    1. Le misure adottate per il Coronavirus

Proprio sul tema di mancato pagamento del mutuo, il Decreto Cura Italia è stato introdotto dal Governo italiano a seguito dello scoppio della pandemia da Covid 19.

La stessa dispone di una moratoria che si estende a 18 mesi per il pagamento del mutuo relativo alla prima casa, non solo per dipendenti ma anche liberi professionisti e lavoratori autonomi. Ma quali sono i requisiti e cosa dice la legge a riguardo?

  • Nel periodo successivo al 21 febbraio 2020 – per tre mesi – bisogna aver certificato un calo del fatturato del 33% rispetto all’ultimo trimestre del 2019. Questo per i lavoratori autonomi che hanno dovuto chiudere la propria attività o sospenderla sempre a causa dell’emergenza.

Usufruire della moratoria è possibile senza dover presentare il reddito ISEE ed è possibile anche chiederla per:

  • Finanziamenti

  • Linee Creditizie

  • Rata mutuo prima casa

  • Prestiti

Per i lavoratori dipendenti, invece, i requisiti per la richiesta sono i seguenti:

  • Cessazione del rapporto di lavoro sia indeterminato che determinato

  • Cessazione del rapporto di lavoro con agenzia – rappresentanza commerciale o lavoro parasubordinato

  • Sospensione dal lavoro per un periodo minimo di 30 giorni

In merito a questo ultimo punto si può aggiungere la sospensione del pagamento del mutuo prima casa, nel momento in cui il dipendente si è visto ridurre l’orario di lavoro al 20% di quello complessivo. Altri punti da prendere in considerazione sono:

  • Immobile che è utilizzato come abitazione principale

  • Importo del mutuo che non supera i 400.000 euro

  • Reddito ISEE che non supera i 30.000 euro

  • Mutuo in ammortamento da minimo 365 giorni

  • Non si deve essere beneficiari di garanzie pubbliche come il Fondo Prima Casa (o altre agevolazioni).


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