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Cronaca dal Nord Ovest | 04 agosto 2021, 11:48

Mottarone, quattro ore di sopralluogo per periti e legali

Il 30 agosto si aprirà l'altra parte dell'incidente probatorio, quello che riguarda la cosiddetta "scatola nera", il sistema di monitoraggio e registrazione dell'attività della funivia.

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Mottarone, quattro ore di sopralluogo per periti e legali

I periti tecnici nominati dal gip Elena Ceriotti e quelli scelti come consulenti dalle parti in causa nel procedimento per la tragedia della funivia del Mottarone saranno ancora a Stresa.

Il gruppo di esperti si ritroverà nella mattinata di oggi nuovamente al Lido di Carciano, alla sede della società di gestione della funivia, che si trova alla stazione di partenza dell'impianto. I periti intendono approfondire alcuni documenti e confrontare le impressioni raccolte durante il sopralluogo di ieri.

Nel corso della giornata, anche tenendo conto delle condizioni meteorologiche che anche per oggi sono preannunciate molto proibitive - potrebbero anche decidere di ritornare al Mottarone, dove sono rimasti per oltre quattro ore, in mezzo alla nebbia e alle nuvole basse e sotto continui scrosci di pioggia.

E’ stato proprio il maltempo a caratterizzare la giornata di sopralluoghi nell’ambito dell’incidente probatorio deciso dal Gip all’interno del procedimento per stabilire dinamiche e responsabilità del tragico incidente del 23 maggio, costato la vita a 14 persone. Maltempo che già dalla mattina si era fatto sentire: le operazioni preliminari del sopralluogo sono iniziate davanti al portoncino in ferro e vetro della stazione di partenza della funivia, mentre a Stresa si scatenava un violento acquazzone.

Il professor Antonio De Luca, capo del collegio dei periti nominati dal giudice, ha iniziato l'appello dei consulenti, almeno una trentina. Tra i legali erano presenti Andrea Da Prato, avvocato del direttore tecnico Enrico Perocchio, anche lui presente, e Marcello Perillo, legale di Gabriele Tadini, unico ancora in regime di privazione di libertà. Per lui sarà richiesta dalla difesa l’autorizzazione a partecipare ai prossimi sopralluoghi.

Dopo una breve riunione, la carovana dei tecnici si è mossa in direzione della vetta del Mottarone. "Ispezioneremo – ha spiegato ai cronisti l'avvocato Marcello Perillo - la Stazione di vetta del Mottarone. Se le condizioni meteo lo consentiranno scenderemo a vedere la cabina e la fune spezzata e poi visioneremo la stazione intermedia all'Alpino."

"L'esame della fune - ha aggiunto - è di importanza assoluta”. Il legale ha spiegato che le risultanze delle analisi dei periti sulle ragioni e sulla modalità con cui la fune dell'impianto del Mottarone si è spezzata potrebbero avere rilevanza anche su altri impianti. "Si si dovesse accertare che ci sono stati dei problemi nella manutenzione o addirittura nella progettazione, allora si interverrà non solo su questa ma anche su altre funivie", ha spiegato.

Il legale ha aggiunto che l'incidente probatorio "dovrà essere svolto in fretta, perchè non deve passare tantissimo tempo". "Con questo livello di professionisti non credo che si arriverà a uno scontro tecnico: io credo che una volta che avranno avuto in mano i trefoli (la fine sfilacciata - ndr), e la fune, riusciranno a concordare sul perchè e sul come si è rotta la fune", ha concluso.

Alla stazione di arrivo in vetta al Mottarone i periti hanno controllato le strutture fisse dell''impianto, dalle pulegge ai contrappesi. I consulenti tecnici hanno poi raggiunto il punto dello schianto per prendere visione della fune spezzata. La fune giace dal 23 maggio sul prato non lontano dal luogo dove la cabina 3 ha terminato la sua corsa, protetta da un telo di plastica bloccato da nastro adesivo, I periti hanno chiesto ai carabinieri presenti di "spacchettare" la fune e l'hanno a lungo esaminata visivamente e fotografata.

Come è stato ribadito, l'obiettivo di questa prima parte del sopralluogo, resa particolarmente difficoltosa dalle condizioni meteo, era quello di visionare e rendicontare lo stato dei luoghi e delle opere e individuare i reperti da catalogare. Il 30 agosto, poi, si aprirà l'altra parte dell'incidente probatorio, quello che riguarda la cosiddetta "scatola nera", il sistema di monitoraggio e registrazione dell'attività della funivia.

I periti avranno 90 giorni di tempo per elaborare le proprie conclusioni, e dovranno riferire in aula al Gip all'udienza gia' fissata per il 16 dicembre.

Dalla redazione di Verbania

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