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CRONACA | 03 agosto 2021, 10:45

Tragedia del Mottarone, è il giorno dei periti

Si tratta degli esperti nominati dal Gip e dalla parti. Annunciata la presenza di uno degli indagati: il biellese Enrico Perocchio

Foto VCOnews.it

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L'appuntamento questa mattina alla stazione di partenza della funivia Stresa-Mottarone, al Lido di Carciano. Da qui era partita la corsa della cabina numero 3 quella domenica 23 maggio, il cui schianto è costato la vita a 14 persone. E qui oggi si ritroveranno i periti nominati dal gip (Antonio De Luca e Tomaso Trombetti, docenti di tecnica delle costruzioni all’università Federico II di Napoli e a quella di Bologna; Mario Bonfioli, professore associato di impianti meccanici all’università di Trento; Stefano Tubaro, ordinario di telecomunicazioni al Politecnico di Milano) e quelli incaricati dalle parti, compresa la procura.

L'obiettivo è quello di dare la risposta più esauriente possibile al quesito posto dal giudice, che, nell'affidare gli incarichi, chiede di approfondire le cause, prossime e remote, che hanno provocato la caduta della cabina.

Il gip Elena Ceriotti ha ancora chiesto agli esperti, oltre a un  approfondimento sulla dinamica della caduta della cabina, anche  di riscontrare se vi siano state violazioni "di specifiche regole cautelari e dei generali principi di prudenza, diligenza e perizia"; ma anche di approfondire tutte le peculiarità progettuali e tecnologiche dell’impianto, le modifiche, gli ammodernamenti a cui è stato sottoposto, le caratteristiche dei sistemi di controllo, le attività condotte, le modalità operative adottate negli anni.

Non si sa con quali modalità verrà svolto  sopralluogo di oggi, anche in considerazione delle.previsioni meteo che prevedono temporali per tutto il giorno. Annunciata la presenza di uno degli indagati della prima ora, l'ingegner Enrico Perocchio, direttore di esercizio della funivia. Non ci saranno il titolare della funivia, Luigi Nerini, e neppure Gabriele Tadini, l'uomo che ha ammesso di avere inserito i forchettoni per disattivare l'impianto dei freni di emergenza che funzionavano male e bloccavano in continuazione la cabina. Tadini é l'unico indagato ancora sotto provvedimento restrittivo.

Da nostro corrispondente di Verbania

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