ATTUALITÀ - 25 luglio 2021, 08:00

Sanità, Cigl Biella: “Azienda Zero = Territorio Zero?”

Il sindacato critica la politica sanitaria regionale che, concentrandosi sulla proposta di legge su Azienda Zero, ha lasciato migliaia di morti ed ospedali al collasso per carenza di personale

CGIL Biella critica nei confronti della politica sanitaria regionale - Foto archivio newsbiella.it

CGIL Biella critica nei confronti della politica sanitaria regionale - Foto archivio newsbiella.it

AZIENDA ZERO = TERRITORIO ZERO?

La giunta Regionale invece di discutere del nuovo piano sanitario scaduto nel 2015 affrontando le criticità che nei 2 anni di pandemia hanno lasciato migliaia di morti ,ospedali al collasso , una sanità territoriale ridotta al lumicino e una carenza di personale ormai endemica, da febbraio 2021 si è concentrata sulla proposta di Legge Regionale n 131 che dovrebbe portare alla nascita Azienda Zero.

Nelle idee della Regione Azienda Zero che si andrebbe a definire come un ente dotato di personalità giuridica pubblica e di autonomia amministrativa avrebbe il compito di gestire tutta una serie di elementi riguardanti in particolare la sanità territoriale.

La Regione sostiene che Azienda zero serve a promuovere razionalizzazioni di costi e servizi, ma in realtà nella proposta di legge c’è molto di più, accentra il potere decisionale a Torino togliendolo ai territori con il rischio di perdere il livello di responsabilità oggi in capo ad ogni Direttore Generale delle ASL che vive quotidianamente il territorio e si relaziona con esso.

La Regione sceglie di esautorare il territorio, costruendo un’unica grande ASL di 1181 Comuni perdendo così la peculiarità e i bisogni differenti che ogni territorio esprime. Si sceglie di centralizzare le scelte e di omologare il servizio ,evitando così che il territorio possa intervenire più facilmente nel richiedere una diversa rimodulazione del servizio o l’aumento del servizio stesso, svuotando tutti i poteri, le competenze e le azioni che la politica territoriale attraverso i propri Sindaci oggi ha.

A nostro parere con quest’operazione si spegne la voce dei Sindaci e i bisogni le richieste dei cittadini di essere curati al meglio rischiano di cadere nel vuoto. Perchè costruire un’azienda al di sopra dei territori con caratteristiche di gestione sanitaria? Forse per privatizzare meglio pezzi che oggi sono in capo alla sanità pubblica, utilizzando le risorse pubbliche che arriveranno nei prossimi mesi ? Magari con un’idea oggi in voga in alcune Regioni tra cui la nostra… dove non c’è guadagno e i costi sono altissimi la Sanità è pubblica …. dove c’è margine di guadagno si cede al privato convenzionato?

Il dramma delle liste d’attesa insegna, oggi chi può permetterselo riesce ad accedere a visite e controlli chi non può aspetta mesi e mesi sperando di non ammalarsi di più , oggi quasi tutta la diagnostica viene fatta dai privati convenzionati invece che in Ospedale, ed è palese che per la Regione questo non sia un problema. Perchè oggi la Regione non si concentra su un piano straordinario di assunzioni per rendere la cura un diritto esigibile per tutti, forse perchè con la scusa che manca personale si pensa di esternalizzare ai privati quella sanità territoriale che oggi tutti sostengono fondamentale per la cura e la salute della popolazione facendone un altro business e mettendo in secondo piano i bisogni delle persone?

Una scelta come quella di Azienda Zero che cambia completamente il sistema di governance della Sanità andrebbe spiegata alla popolazione e in particolare andrebbe spiegata ai Sindaci.

I Biellesi hanno pagato prezzi molto alti quando si trattava di redistribuire servizi , opportunità, e risorse nella Sanità e guarda caso lo si faceva privilegiando sempre le aree maggiormente influenti nelle tornate elettorali. Se i nostri sono dubbi infondati pensiamo che la Regione non abbia nessun problema a venire nel Biellese a spiegare la proposta e ad aprire un dibattito con il territorio. 

Comunicato Stampa CGIL Biella - a.b.

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