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ATTUALITÀ | 21 luglio 2021, 06:50

Covid, ansia e carriera: per un biellese su 2 voglia di psicologo

Lo dice la ricerca dell’Osservatorio Reale Mutua sul welfare: il 53% dei biellesi valuta l’utilità di un psicoterapeuta per migliorare la condizione mentale e gestire situazioni complesse

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Covid, ansia e carriera, per un biellese su 2 voglia di psicologo

Attesa, voluta, e ora nel vivo, l’estate 2021 è l’occasione per allentare molte tensioni.

Ma la pandemia ha lasciato importanti strascichi psicologici nei biellesi. E ha aggiunto un carico da novanta su molte altre situazioni di ansia, stress e difficoltà personali, al punto che ben uno su due (53%) guarda oltre e pensa che potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta per migliorare la condizione mentale e gestire certe situazioni complesse. Lo evidenzia l’ultima ricerca dell’Osservatorio Reale Mutua sul welfare. 

È l’ansia la prima ragione che porterebbe gli abitanti di Biella dallo psicologo (38%), condizione in questo momento prioritaria rispetto a tutto il resto: basta guardare i problemi di coppia, confinati al 3%. Tra le altre esigenze, le situazioni di difficoltà per la salute dei propri cari (15%), le dinamiche legate all’attività lavorativa (12%) e gli aspetti caratteriali e della personalità (9%). Ma non è facile riconoscere di avere un bisogno di questo tipo, né lo è parlare di sé e aprirsi su certi argomenti: per molti, insomma, lo psicologo resta ancora un tabù.

Questione, ammettono gli stessi biellesi, di imbarazzo (32%) ma anche di poca sensibilità al tema (18%) e una certa tendenza a sottovalutare l’importanza della sfera mentale nella propria vita (21%). Con l’aumentare dei bisogni, però, cresce anche la sensibilità a questi temi. Oltre uno su quattro (29%) vorrebbe che fosse il datore di lavoro a mettere a disposizione lo psicologo come forma di welfare aziendale. Se è necessario un cambio culturale (32%) che aumenti ancora di più l’attenzione verso gli aspetti della vita mentale, molti vorrebbero anche una maggiore presenza di psicologi e psicoterapeuti in ospedali, cliniche e ambulatori (21%). 

E c’è chi pensa che persino la tecnologia possa aiutare a superare certe barriere e incentivare il ricorso a questi professionisti grazie ai servizi di videoconsulto (9%), che si possono fare comodamente da remoto. Ma in un caso o nell’altro, anche il portafoglio vuole la sua parte: se la relazione che si instaura col professionista è il fattore più importante (41%), per più di un biellese su tre è fondamentale poter contenere i costi della prestazione (35%). Segue la possibilità di ridurre i tempi di attesa (12%). 

“La crescente attenzione al benessere mentale è un aspetto molto importante per la vita privata, sociale e lavorativa di ciascuno, e un trend probabilmente destinato ad aumentare ancora nel prossimo futuro” - commenta Michele Quaglia, Direttore Commerciale e Brand di Gruppo. “A questa domanda è importante rispondere in modo adeguato. Per questo, nelle nostre soluzioni di welfare la possibilità di rivolgersi a uno psicologo per meglio gestire le più diverse situazioni è una componente assolutamente centrale. E in questo senso, di recente abbiamo lanciato una gamma di servizi salute flessibili e d’avanguardia che fa perno sul digitale e la tecnologia e dove il consulto psicologico completa una suite di soluzioni per molteplici casistiche legate alla propria salute e benessere, dalla consulenza medica telefonica di base ai videoconsulti specialistici a tanti altri servizi.”

 

Comunicato Stampa Osservatorio Reale Mutua - a.b.

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