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Cronaca dal Nord Ovest | 20 luglio 2021, 16:45

Dal Nord Ovest - Detenuta tenta di impiccarsi, agente interviene e le salva la vita

detenuta

Detenuta tenta di impiccarsi al carcere delle Vallette, agente interviene e le salva la vita

Ieri, 19 luglio, giornata campale alla Sezione femminile del carcere di Torino L.C.. Teatro degli eventi la seconda sezione del padiglione femminile dove sono ristrette detenute con gravi problemi psichiatrici e dove le Agenti trovano non poche difficoltà a gestirle atteso che non è presente un presidio psichiatrico permanente e, le stesse agenti, non sono preparate per la gestione di detenute affette da problemi psichiatrici.

Inutile sottolineare le evidenti difficoltà in cui si trovano ad operare le poliziotte che operano in una situazione che definire difficile è davvero riduttivo. Ieri, poi, nel parapiglia generale generato da due detenute con problemi psichiatrici, una di loro ha tentato addirittura di impiccarsi con un cappio rudimentale legato alla finestra della cella. L’agente di servizio prontamente interveniva a salvare la detenuta prendendola di peso e tirandola in salvo. In tale operazione di sventare il tentativo anticonservativo e salvargli la vita, la poliziotta riportava la frattura del dito medio mano sx come certificato dal pronto soccorso dell’Ospedale Maria Vittoria di Torino dove è stata accompagnata per le necessarie cure e dove veniva dimessa con giorni 20 di prognosi s.c..

A dare la notizia è Leo Beneduci Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) che nel merito ribadisce l’esigenza che i detenuti affetti da tali patologie psichiatriche non possono stare in carcere poiché la polizia penitenziaria non possiede formazione adeguata per la gestione delle stesse. Non si può non considerare infatti che le detenute mettono in atto comportamenti di particolare rilevanza disciplinare e violenza poiché palesemente affette da infermità di natura psichiatrica trovino allocazione in strutture a ciò dedicate e in cui sia garantita la necessaria e adeguata assistenza da parte del corrispondente profilo sanitario e non da appartenenti ad un Corpo di Polizia dello Stato quali sono i Poliziotti Penitenziari. La situazione della sezione femminile di Torino merita urgenti correttivi prima tra tutti istituire un presidio sanitario permanente non più rinviabile in considerazione del fatto che la situazione sta divenendo giorno dopo giorno sempre più esplosiva e ad averne la peggio è sempre la polizia penitenziaria.

Comunicato stampa

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