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ATTUALITÀ | 18 luglio 2021, 06:50

Balli proibiti? Filippo Regis tutela la categoria

Filippo REgis Con  Alessandro Imarisio (AD di Clubbers), Galli (proprietario del Cocorico’) e Federico Kay (front man dell’Ushuaia di Ibiza)

Filippo REgis Con Alessandro Imarisio (AD di Clubbers), Galli (proprietario del Cocorico’) e Federico Kay (front man dell’Ushuaia di Ibiza)

Filippo Regis dai "Cammelli"  e dal "Master Club", è difficile trovare qualcuna fra le piu' grandi discoteche biellesi, e non solo, in cui non abbia messo i dischi. E' considerato uno fra i migliori dj Italiani e ha avuto modo di dividere il palco con Max Pezzali, J-Ax, Fedez e persino gli Europe. Lo scorso Maggio ha fondato il SILS (Sindacato Italiano Lavoratori dello Spettacolo) che è diventato in pochi mesi l'Associazione di categoria più rappresentativa del mondo della notte associando i grandi "Big" del clubbing che lo hanno eletto, all'unanimità, a rappresentarli. Oggi hanno una proposta di Legge depositata in Parlamento e Selvaggia Lucarelli lo ha scelto per parlare di Discoteche in una lunga intervista apparsa sul "Fatto Quotidiano". Biellese di origine proprio in città ha riportato per primo i maxi eventi in piazza. Lo abbiamo intervistato a margine dell’iniziativa romana in cui quello che viene chiamato il mondo della notte o del divertimento ha fatto sentire la propria voce

Filippo come mai il settore di cui fai parte è stata uno di quelli penalizzati maggiormente, perché quella che possiamo considerare come la fabbrica del divertimento (discoteche e feste) ha dovuto subire così tante limitazioni ?

Gli assembramenti sono pericolosi, le discoteche creano assembramento, quindi le discoteche sono pericolose: un sillogismo assolutamente corretto e condivisibile che abbiamo accettato responsabilmente quando, lo scorso febbraio, le luci di locali italiani si sono spente prima ancora dell'emissione del primo DPCM per non riaccendersi più. Una responsabilità che non è stata però premiata nel momento in cui si doveva pensare a manovre dedicate ad un settore produttivo del Paese che si trovava forzatamente in stato di minorità. Siamo stati additati come gli untori, derisi come non fossimo lavoratori meritevoli delle medesime misure riservate a quelli appartenenti a qualsiasi altro settore merceologico e costretti ad assistere inermi agli assembramenti che si formavano anche senza di noi mentre chiedevamo risposte che non arrivavano e che sembrava nessuno potesse (o volesse) darci.

Avete avuto diritto a qualche ristoro oppure nulla ?

Inizialmente no ed è il motivo per cui si è fatta più urgente, quasi fisiologica, la nascita di un sindacato che si facesse carico di rappresentare di chi vive e lavora di pubblico spettacolo.  Abbiamo cercato di sottoporre, alle Istituzioni, la drammatica situazione che la mancata apertura certa avrebbe cagionato a 90.000 persone e alle loro famiglie già immaginando, verosimilmente, che il ritorno alla normalità non sarebbe stato rapido.  Da allora dei ristori ci sono stati e negarlo sarebbe intellettualmente scorretto ma sono stati assolutamente insufficienti in quanto si parla di poco più di 7000 euro a risarcire i mancati introiti di un anno e mezzo.  Va detto che SIAE e Nuovo IMAIE hanno messo in campo misure di sostegno che hanno rappresentato una boccata d'ossigeno economico importante assolutamente complementare a quelle istituzionali ma delle quali hanno potuto beneficiare solo coloro che erano, rispettivamente, autori o interpreti, non certo tutti gli attori che lavorano in questo mondo.

Vedere tutti questi assembramenti legati all’europeo del calcio mentre voi eravate ancora costretti a ripetuti controlli ti ha fatto più male o ti ha lasciato rassegnazione.

I festeggiamenti per la vittoria degli azzurri è, sicuramente, il caso più emblematico dell'aberrazione normativa in cui ci troviamo nostro malgrado ma non è certo l'unico:  anzi. Maggiormente grave perché più strisciante e capillare, a mio avviso, è stato il proliferare di fenomeni di abusivismo incontrollato in cui bar e ristoranti si sono improvvisati discoteche in spregio ad ogni più elementare accorgimento in termini di sicurezza senza possedere nè le strutture, nè il know-how necessario a gestire questo tipo di cose e  accecati, probabilmente, dal facile guadagno rappresentato dall'occasione che presentava la chiusura dei locali da ballo dimostrando un'irresponsabile disinteresse alla sicurezza propria e dei propri clienti. E' un malcostume, in realtà, vecchio di 20 anni che è sempre serpeggiato e a più riprese denunciato dalle Associazioni di categoria che rappresentano i gestori ma che oggi assume connotazioni maggiormente evidenti in un momento così drammatico in cui  lo stop forzato lo ha fatto deflagrare facendolo emergere in tutta la propria evidente ingiustizia. C'è da sperare che questo serva a far si' che vengano inserite nell'ordinamento giuridico nuove norme chiare affinchè il night-entertainment italiano torni ad essere faro nel mondo cosi' come lo è stato fino agli anni 90 e in cui il professionismo non sia solo una parola vuota con cui ci si riempie inutilmente la bocca.

La vostra protesta a Roma ha avuto seguito e quali saranno le vostre prossime mosse

Quella di Roma è stata una manifestazione (ridotta per via delle disposizioni) nata per dare seguito all' hashtag  #liberidiballare che è rimbalzato nei profili social degli addetti al settore. In 24 ore abbiamo totalizzato più di 2 milioni di contatti che non sono quelli di Dj, musicisti o proprietari di locali ma delle persone normali che, ogni weekend, animano le discoteche italiane e che hanno voluto, in questo modo, farci pervenire la loro vicinanza condividendo quella che è, di fatto. una palese ingiustizia sociale.

Le prossime mosse vanno nella direzione, almeno per quanto ci riguarda, del "mood" che ha sempre contraddistinto il nostro modo di porci con le istituzioni all'insegna del dialogo costruttivo e propositivo. Ci siamo resi disponibili a creare un evento simultaneo nelle piazze italiane, in collaborazione con le ASL e il personale medico, per veicolare fra i più giovani il messaggio sull'importanza di sottoporsi alla vaccinazione. Ho avuto un piacevolissimo incontro con Gilberto Pichetto nella sede del Ministero dello Sviluppo Economico nel quale abbiamo avuto modo di esporgli l'idea che è emersa dai mesi di confronto interno in cui le anime più giovani e più energiche dei clubber hanno immaginato e disegnato la discoteca del futuro sempre più inclusiva ed ecosostenibile, lontana dall'immagine stereotipata che ne esce dai servizi gossippari da "vita smeralda".

Avere anche l’apprezzamento di una giornalista di tendenza come la Lucarelli può aver contribuito a dare una scossa all’ambiente ?

Quello con Selvaggia Lucarelli è stato un confronto, avvenuto sempre privatamente, che è partito dallo scorso anno da quando è diventata una delle penne giornalistiche più critiche ed ostili alle discoteche denunciando (a ragione n.d.r.) gli episodi di irresponsabile condotta che alcuni locali avevano tenuto nella breve parentesi in cui vi è stata la possibilità di riaprire per coloro che potevano contare su ampi spazi estivi. Il fatto di essere riuscito a farle comprendere che il mondo della notte è fatto di persone che vivono di questo e che non chiedono altro di poterlo fare per provvedere a se' stessi e alle proprie famiglie, è stata forse la piu' bella vittoria che sono riuscito ad ottenere.  Ora sta a noi dimostrare di meritare la fiducia facendoci per primi carico di isolare e possibilmente denunciare chi non opera nel rispetto delle regole.

redazione

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