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ATTUALITÀ | 17 luglio 2021, 06:50

Chiusure locali per covid, #ioapro vince il primo round

Il Giudice di Pace di Biella ha annullato l'ordinanza prefettizia che aveva disposto la chiusura della Pasticceria Caffè Bovo di Cossato. Il titolare: “E' importante che il giudice ci abbia dato ragione. Ora aspettiamo le motivazioni della sentenza”

Il gruppo di baristi #ioapro ha  10 esponenti  a Cossato - Foto archivio newsbiela.it

Il gruppo di baristi #ioapro ha 10 esponenti a Cossato - Foto archivio newsbiela.it

Annullamento dell'ordinanza con cui il Prefetto dispose la chiusura per 30 giorni del locale e condanna della Prefettura al pagamento della spese processuali.

Così ha deciso il Giudice di Pace di Biella all'udienza di giovedì 15 luglio in favore di Andrea Bovo, titolare dell'omonima Pasticceria Caffè di Cossato, ed esponente di #ioapro, il gruppo di baristi biellesi, di cui 10 di Cossato, che, in primavera, ancora in periodo di restrizioni per covid, avevano deciso di permettere ai clienti di consumare all'interno dei locali, e non solo all’esterno come prevedevano le restrizioni.

La vicenda giudiziaria di Bovo inizia con un controllo dei Carabinieri, e conseguente sanzione di 400 euro e 5 giorni di chiusura del locale, motivata dal fatto che una cliente fosse seduta nel dehors del locale, uno spazio all’aperto secondo i provvedimenti restrittivi. Bovo non rispetta la chiusura e, contemporaneamente, il suo legale, l'avvocato Enrica Borgna, impugna le sanzioni di fronte al Prefetto.

Prefetto che risponde non ingiungendo il pagamento della multa, ma ordinando la chiusura del locale per 30 giorni a causa di violazione delle norme sulle attività consentite, inottemperanza alla chiusura per 5 giorni e reiterazione della violazione. L’avvocato Borgna si attiva di nuovo ed impugna l'ordinanza prefettizia di fronte al Giudice di Pace, chiedendo la sospensione della chiusura. Sospensione  immediatamente accolta dal giudice per la concreta esistenza di una perdita economica derivante dalla stessa, e, nel merito, confermata dalla sentenza di giovedì.

«All'udienza di giovedì -commenta la decisione l'avvocato Borgna – ho spiegato al giudice che la violazione non c’è stata perché la signora non era dentro al locale, ma nel dehors, il cui termine stesso indica che è fuori. E che non c’è stata reiterazione perché Bovo ha ricevuto un solo accertamento”.

Soddisfatto e, al tempo stesso, cauto Andrea Bovo: “E' molto importante che il giudice ci abbia dato ragione, tenuto conto che altri giudici italiani e, in questi giorni anche spagnoli, hanno stabilito che i DPCM, ed i provvedimenti governativi analoghi, sono illegittimi. Ora aspetto le motivazioni della sentenza del giudice e poi valuterò un'eventuale richiesta di risarcimento  danni per i 3-4 giorni di chiusura in cui c'era di mezzo la Festa della Mamma, che per una pasticceria è quasi come Natale“.

Alessandro Bozzonetti

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