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ATTUALITÀ | 16 giugno 2021, 19:12

Maturità 2021 tra vecchi e nuovi adagi, i commenti a caldo di alcuni studenti

540.000 maturandi per un esame che non sarà di serie B, parola di ministro.

maturità scuola

Foto di repertorio

Per il secondo anno di fila, l’Esame di Stato sarà segnato dall’emergenza Covid e consisterà in un maxi-orale, di circa un’ora in cui si discuterà un elaborato deciso dal consiglio di classe che verte principalmente sulle discipline caratterizzanti il percorso di studi dello studente, con la possibilità di collegamenti interdisciplinari; in seguito, un’analisi del testo di letteratura italiana e del materiale scelto dai professori come approfondimento.

Tra un anno trascorso all’insegna della formula mista, dad e didattica in presenza, gli studenti si sono preparati come meglio potevano, con un corpo insegnanti che ha cercato di gestire con efficienza e sagacia ogni eventuale ostacolo al perfetto funzionamento delle attività. Docenti e studenti dunque, sono arrivati questa mattina ciascuno nelle loro aule, ciascuno nell’Istituto di appartenenza, con un bagaglio di speranze e accorgimenti: si rassicurano gli alunni, si sono svolte le simulazioni, andrà tutto bene! Prima di entrare nella classe destinata all’Esame, un gruppetto di ragazzi, scongiurato il pericolo assembramento e tutti corredati della preziosa mascherina, si scambiano le ultime opinioni.

Mi avvicino e chiedo: "Allora ragazzi? Emozionati per questa giornata? Siete i primi…" azzardo tra visi ansiosi e scanzonati. "Insomma prof! facciamo quel che si può… Io ho preparato bene l’elaborato, poi si sa italiano è difficile, ci sono tanti testi, speriamo mi capiti quello che so meglio…"risponde Marco che passerà per secondo Francesco, il primo, è dietro un angolo a ripassare, elaborato in mano, pensieri e parole concitati.

"Io ho schematizzato tutto in un power point, pare ce lo lascino proiettare e per me sarebbe una sicurezza in più per non dimenticare nulla, per ricordare i singoli punti seguendo una logica che anche i prof. possono vedere e magari da lì viene fuori qualche domanda" sentenzia Maria sicura di sé. Suona la campanella… tutti pronti e che pronti via, sia!

Ci ritroviamo più tardi, quando alcuni candidati hanno concluso la loro prova, qualcuno davvero in bellezza, come emerge dai loro discorsi. "Ciao! Siamo di Newsbiella, ti possiamo chiedere come è andata?" chiedo entusiasta, la ragazza sembra davvero contenta, allora perché non lasciar emergere la sua esplosione di felicità: "E’ andata alla grande! Mi hanno chiesto tutto quello che sapevo e comunque non è stato così tosto come pensavo! Adesso mi godo le meritate vacanze e poi, università!"

Posso chiederti cosa hai scelto? "Ma certo! Lingue, perché vorrei girare il mondo e penso offra molte opportunità…" sorride e ci saluta, volando verso quel futuro che tutti i giovani dovrebbero poter afferrare. Notiamo un ragazzo un poco più in là, non sembra così compiaciuto come Marta. "Anche tu tutto bene?" domando incerta "Mah- risponde lui stropicciando i fogli che teneva in mano -non saprei… Mi sono bloccato due o tre volte sull’elaborato, non credo di avere fatto troppo bene… e anche l’analisi del testo…boh…" scuote la testa e si avvia verso l’uscita del vialetto.

Credo che ciascuno di noi abbia una percezione giusta o sbagliata, rispetto a ciò che sente delle prove che siamo chiamati ad affrontare; ma ciò che importa veramente è che noi, attraverso quelle prove, ci siamo formati, siamo cresciuti, e abbiamo concluso un percorso portandoci dietro un’esperienza che ci renderà più forti in un domani in attesa, con buona pace della dispersione scolastica.

Elena Viotti

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