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ECONOMIA | 14 giugno 2021, 06:50

Esportazioni Piemonte Nord Orientale, primo trimestre 2021 flessione del -3,8%: ecco la situazione a Biella

Il quadro generale risente delle forti difficoltà del tessile, meccanica in ripresa.

esportazioni

Foto di repertorio

Nel corso del primo trimestre 2021 il valore delle esportazioni delle quattro province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola si è attestato complessivamente attorno ai 2,3 miliardi di euro, registrando una diminuzione del -3,8% rispetto al corrispondente trimestre 2020. La performance delle esportazioni risente, in particolare, della contrazione del comparto tessile-abbigliamento che più ha risentito della crisi legata alla pandemia e della difficoltà attraversata dal commercio internazionale.

Il comparto incide per oltre il 21% sul totale delle esportazioni del quadrante ed il calo piuttosto sensibile registrato nel primo trimestre dell’anno, pari al -19,4%, condiziona il dato totale negativo. Seppure con risultati profondamente diversi, anche in ragione dei differenti valori assoluti espressi dalle realtà del territorio, le quattro province del quadrante occupano le ultime posizioni nella graduatoria regionale piemontese.

La provincia di Biella (15% delle esportazioni del quadrante) ha registrato inevitabilmente il dato più pesante, considerata la specializzazione produttiva legata al tessile-abbigliamento, con una contrazione pari al -19,6%. La provincia di Novara (oltre il 50% del valore delle esportazioni del territorio) è la sola altra realtà piemontese a registrare il segno meno, seppure con un più contenuto -2,7%. Il Verbano Cusio Ossola registra un aumento percentuale del +2,5% rispetto al primo trimestre 2020, a fronte di un peso sull’export del quadrante pari al 7,3%. La provincia di Vercelli, che copre una quota di quasi il 27% dell’export dell’area, registra il dato migliore con un +3,5%. La contrazione complessiva del nuovo quadrante, pari al -3,8%, è lontana dalla media totale del Piemonte, che si attesta al +6,4%, dato certamente influenzato dalla crescita di Torino del +11,9% grazie alla ripresa dell’automotive, in un contesto che ha visto l’Italia Nord Orientale crescere di un più modesto +2,2% e il Paese nel suo complesso del + 4,6%. Le vendite all’estero delle provincie di Biella, Novara, Vercelli e VCO rappresentano il 20,2% del totale delle esportazioni piemontesi, percentuale che cresce in modo significativo in alcuni settori.

Limitandosi all’analisi delle specializzazioni produttive che esprimono nell’ordine i più importanti valori assoluti, si rileva come le esportazioni del tessile abbigliamento dell’area rappresentino ben il 73,6% del totale del Piemonte, i macchinari il 23,2%, i prodotti chimici il 34,3%, gli articoli farmaceutici il 70,2%. Guardando ai principali mercati di sbocco, Germania e Francia rappresentano i principali partner commerciali per tutte le realtà provinciali, con alcuni importanti differenze.

«Se gli effetti della Covid-19 hanno costituito un danno inevitabile per le attività commerciali, gli scambi internazionali rappresentano un ambito dal quale dipende il futuro della ripresa economica» commenta Fabio Ravanelli, Presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte. «L’internazionalizzazione è uno dei temi da sempre sostenuto e presidiato dal sistema camerale. Un’attenzione particolare è dedicata, tra le varie iniziative di supporto per le imprese, anche alla formazione, in cui si inseriscono le attività promosse nell’ambito del progetto Interreg Italia Svizzera TransfFormAzione e imprenditorialità aperta, di cui la Camera di Commercio è capofila di parte italiana, e che hanno l'obiettivo di fornire strumenti e metodi per ripensare le strategie aziendali e approcciare nuovi mercati».

FOCUS BIELLA

Le attività manifatturiere, che segnano nel complesso un calo del -19,5%, costituiscono la componente quasi esclusiva dell'export provinciale. In forte calo i prodotti tessili (-26,8%), che rappresentano il principale settore (con una quota pari al 53,8% del totale export provinciale) e nel cui ambito i tessuti (-55,9%) registrano la diminuzione più pesante. Per quanto riguarda i mercati di destinazione, l'Unione Europea, che assorbe il 54,6% delle vendite all’estero, rappresenta nel suo complesso la destinazione principale dell’export biellese, nonostante l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione. Il forte calo coinvolge tutti i principali mercati di sbocco con la sola esclusione della Francia: nel complesso, in ambito UE, si registra una diminuzione del -10,5%, mentre nei mercati extra UE il calo complessivo è ancora più marcato, pari al -28,3%.

Comunicato stampa g. c.

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