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ATTUALITÀ | 15 maggio 2021, 06:50

Il caso Brianco fa discutere anche in Regione, botta e risposta tra il PD e l'assessore Marnati

Monica Canalis, vice segretaria regionale Dem: “La giunta Cirio abbraccia il progetto e sminuisce il rischio per la salute”. L'assessore regionale all'ambiente: “Il progetto é stato proposto per il Recovery Fund, ma ciò non significa che sia condiviso dalla giunta. Invito la vice segretaria a basarsi sulla verità e non sulle sue deduzioni”

L'aula del consiglio regionale - Foto pagina Facebook Consiglio Regionale Piemonte

L'aula del consiglio regionale - Foto pagina Facebook Consiglio Regionale Piemonte

“La giunta Cirio abbraccia il progetto e sminuisce i rischio per la salute”. Questa l'accusa formulata da Monica Canalis, vice segretaria regionale del Partito Democratico e consigliera Dem a Palazzo Lascaris, a margine del dibattito in consiglio regionale sul Question Time relativo al progetto del centro raccolta cemento amianto a Brianco di Salussola.

"Il Piemonte ha una triste storia legata all’amianto, - motiva il suo attacco Canalis - eppure la giunta Cirio sembra dimenticarla e, a fronte di questo progetto, sacrifica ancora una volta la salute e l’ambiente sull’altare del business, proponendo questo progetto come opera finanziabile con il Recovery Plan per un importo di 2 milioni di euro”.

“Rispondo alle inesattezze della consigliera – replica l'assessore all'ambiente Marco Marnati – che invito a basarsi sulla verità e non sulle sue deduzioni. Il progetto è stato proposto per il Recovery Fund dal territorio. La Regione Piemonte lo ha raccolto nell'ambito della mappatura fatta a livello generale, ma ciò non significa che sia condiviso dalla giunta regionale”.

In materia di salute pubblica, Monica Canalis, ricordando le posizioni contrarie dell'Ordine dei Medici di Biella, di alcuni Comuni e comitati spontanei biellesi, le 13 mila firme e la marcia del dicembre 2019 contro il progetto, non è stata soddisfatta dalle risposte dell'assessore Marnati durante il Question Time: “Ha dichiarato che “non esistono evidenze di danno alla salute” e di aumento di rischio di tumore, conseguente all’ingestione delle acque contaminate da fibre di amianto. E ha aggiunto che il contesto piemontese soffre di una carenza di impianti, che nell’area non ci sono vincoli paesaggistici e che la Regione non parteciperà alla Conferenza dei Servizi a cui era stata invitata dalla Provincia di Biella. E' chiaro che la rinuncia alla partecipazione equivarrà ad un assenso all’opera”.

“L’impianto – continua Canalis - si collocherebbe su suolo agricolo di pregio, adiacente a lotti in cui cresce il DOP Riso di Baraggia biellese e vercellese. Questo suolo è inoltre indicato come zona di ricarica di falda degli acquiferi profondi, utilizzati per il consumo umano. Siamo di fronte a una grave sottovalutazione: se l’acqua potabile viene contaminata con fibre di amianto queste si immettono in atmosfera attraverso gli usi domestici, contaminando biancheria e qualsiasi oggetto venga lavato, favorendo l’inalazione di fibre che dall’acqua passano ai tessuti e da questi all’aria. Avremmo voluto sentire dire che non vi è rischio di contaminazione delle falde, e non che tale rischio sia, in fin dei conti accettabile”.

Per quanto riguarda il danno alla salute, Marnati risponde che: “Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, non esistono evidenze di danno alla salute, ed in particolare di aumento del rischio di tumore conseguente all’ingestione di acque contaminate da fibre di amianto. E questo non l’ho dichiarato io, ma è stato rimarcato sia dall’OMS, sia dal Ministero della Salute nel documento “Sintesi delle conoscenze relative all’esposizione e al profilo tossicologico – Amianto”. Eventualmente a costoro devono essere indirizzati eventuali dubbi o richieste di chiarimenti”.

Scontro anche dal punto di vista strettamente politico. Così Canalis: “Il Presidente Cirio pare essersi dimenticato che, quando era europarlamentare, aveva interessato il Parlamento Europeo ai pericoli ambientali della Valledora. Oggi a Salussola e nella Valledora bisogna tutelare il patrimonio agricolo ed ambientale, non fare finta di ascoltare i territori e poi scegliere il business. Se il Piemonte ha carenza di impianti di stoccaggio dell’amianto, la giunta vada a collocarli in aree idonee".

“Quanto all'affermazione della consigliera Canalis “non far finta di ascoltare i territori e poi scegliere il business”, - conclude la sua replica Marnati - sottolineo che questo è un impianto di iniziativa privata, soggetto alla valutazione di impatto ambientale di competenza della Provincia di Biella. La Regione non decide se e dove collocare o meno questo progetto”.

Alessandro Bozzonetti

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