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Regione Piemonte | 14 maggio 2021, 10:32

L'assessore Caucino alle Rsa biellesi: “Rafforzamento domiciliarità, allo studio voucher per famiglie”

rsa caucino

Per cavalcare il cambiamento, ormai non più evitabile, occorre pensare a nuovi modelli, soluzioni innovative, sempre mirate al miglioramento dei servizi a favore degli anziani. Puntando sulla collaborazione tra i vari attori coinvolti. Anzi, di più: sulla co-progettazione. Che non può che nascere dal dialogo, virtuoso, fra tutte le parti in causa. Favorendo e mettendo in atto concretamente un cambiamento culturale che sposti l’ago della bilancia dal concetto di residenzialità a quello di domiciliarità. Con la Regione disposta - come già dimostrato ampiamente in questi anni - a fare la propria parte fino in fondo, accompagnando le strutture in questo percorso. 

E’ questo, in sintesi, il messaggio che l’assessore regionale al Welfare, Chiara Caucino, ha voluto lanciare proprio nella sua Biella, nell’affascinante cornice di Palazzo Gromo Losa, dove amministratori e direttori delle Rsa locali, Asl e consorzi socio assistenziali Iris e Cissabo si sono ritrovati per fare il punto della situazione, con particolare riferimento alla progressiva diminuzione delle quote sanitarie e alle regole contenute nella «Dgr 45» che regola le tariffe, ormai ferme da anni e anni.  Caucino - dopo aver ascoltato con attenzione tutte le istanze di un sistema che conta circa 40 strutture, che ospitano 1900 persone (di cui 1600 in regime di convenzione) e in cui operano circa 2500 addetti - ha ricordato il grande sforzo che la Regione Piemonte ha compiuto in favore delle residenze nell’annus horribilis del Covid: dalla misura straordinaria di 41milioni di fine 2020 al bando di 5,9 milioni dell’assessorato al Welfare, fino all’istituzione dell’Osservatorio regionale che permette di monitorare costantemente la situazione con dati aggiornati e puntuali, che oggi raccontano un quadro più che confortante.

«Il 97% delle Rsa piemontesi - ha detto Caucino - sono “Covid free” e oltre l’87% degli ospiti e degli operatori è stato vaccinato e ha già ricevuto la seconda dose. Non solo: a breve distribuiremo anche i tamponi per poter controllare i visitatori, consentendo le tanto attese riaperture, un atto che ritengo fondamentale per chi ha sofferto forse più di tutti il dramma dell’isolamento e della solitudine». Ma ora è tempo di guardare ancora oltre. Oltre la pandemia. Oltre la contingenza, ma  verso un nuovo modello basato sulla co-progettazione e su soluzioni davvero innovative.

«Come - ha proposto Caucino - l’istituzione di un voucher che permetterebbe alle famiglie di scegliere se far assistere il proprio famigliare in struttura o a casa, circostanza resa possibile proprio dalla grande competenza accumulata dal personale delle Rsa in questi anni. Ovviamente - ha precisato l’assessore - questo non significa affatto che le Rsa scompariranno. Anzi, le strutture saranno sempre present e attive, ma in modo differente, più funzionale e moderno, offrendo un servizio sempre più efficiente, efficace e sostenibile».

«E se cambiamento sarà - ha proseguito Caucino rivolgendosi agli operatori - sono convinta che dobbiate essere voi il motore dello stesso, sicuri che la Regione è dalla vostra parte e continuerà sempre a sostenervi, come ha dimostrato in questo ultimo anno mettendo in campo uno sforzo, economico, ma anche umano, senza precedenti. Ma compito dell’Ente di Piazza Castello, a Torino è quello di far coincidere le vostre legittime istanze con quelle delle Asl, favorendo una collaborazione virtuosa e fruttifera». Caucino ha poi voluto ulteriormente rassicurare i presenti riguardo al suo impegno e alla sua volontà: «Pur non essendo assessore alla Sanità, ho sempre lottato in prima persona per sostenere le Rsa. Ho rappresentato la Regione in 35 osservatori e 80 cabine di regia, segno che l’auspicato dialogo, a livello piemontese, esiste già. Va però rafforzato a livello locale, come nel Biellese. Serve quindi, a livello locale, un tavolo di natura tecnica e politica che però non sia sterile, ma che porti, in tempi accettabili, alla risoluzione dei problemi. Criticità che abbiamo ereditato da anni e anni di gestioni precedenti, ma che non intendiamo in alcun modo eludere, con la priorità e l’ambizione - come detto - di alzare lo standard qualitativo dei servizi alla persona».

«Per farlo - ha aggiunto ancora Caucino - siamo consapevoli che serve anche aumentare le risorse. Per questo l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, dopo esserci consultati, ha scritto una lettera al Ministero proponendo un aumento quota sanitaria, che potrebbe rappresentare il primo, importante passo». 

«Fondamentale però è comprendere che le cose stanno davvero cambiando e indietro non si può più tornare - ha concluso l’assessore biellese -. Dobbiamo prendere coscienza del fatto che i modelli si stanno evolvendo e, per questo, è nostro dovere salvaguardare le tante cose ottime fatte in questi anni, modificando, allo stesso tempo, i vecchi paradigmi, anche in virtù di una popolazione che - dati alla mano - sta invecchiando sempre di più e che avrà sempre più bisogno del bagaglio di esperienza accumulato dalle Rsa in anni e anni di grande lavoro e, in parecchi casi, di eccellenza».

Comunicato stampa g. c.

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