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Biellese Magico e Misterioso | 09 maggio 2021, 14:00

Biellese magico e misterioso: Il grande "Ròch del Giudissi" di Magnano a forma di grande teschio

A cura di Roberto Gremmo

Biellese magico e misterioso: Il grande "Ròch del Giudissi" di Magnano a forma di grande teschio

Sulla chiesa romanica di San Secondo a Bose di Magnano incombe una misteriosa pietra magica detta “Ròch dël giudissi”, masso del giudizio o “Ròch dla serca”, masso della ricerca. Si trova ai lati d’un antico percorso che da Prelle di “Sanisòla” dove troneggia il grande “castagno delle streghe” proseguiva per Zimone, passava accanto all’antica “Cella di San Michele di Bellino” e s’inoltrava fra i boschi giungendo alla chiesa dedicata al martire ‘tebeo’ Secondo e costruita con materiali di reimpiego, pietrame e mattoni in una zona pianeggiante, isolata ed appartata dove sorgeva il nucleo abitativo originario di Magnano. 

Il “Ròch dla serca” é un masso immenso con una forma simile a quella d’un teschio umano. E’ alto una decina di metri e largo la metà ed é noto con questo nome singolare perché secondo la tradizione popolare sul suo culmine si sarebbe seduto un uomo di legge incaricato d’amministrare la giustizia dell’antica comunità locale.

Maestosamente piazzato, quasi insaccato o piantato nella pietra, l’anziano e saggio legislatore avrebbe ricevuto dal masso una sorta di ispirazione pronunciando equilibrate sentenze. In effetti, sulla cima del “Ròch dël giudissi” si vede davvero una sorta di sedile scavato nella pietra dove poteva accomodarsi colui (o colei) che aveva il privilegio di penetrare nel magico masso, diventandone parte integrante, assumendo così il dono della saggezza e dell'equità. 

Sempre secondo i racconti tramandati da generazione a generazione a Magnano, gli accusati d'aver violato le regole della comunità sarebbero stati condotti al suo cospetto, e, se riconosciuti colpevoli, trascinati a poca distanza nel “Pian dle forche”, spianata delle forche dove sarebbero stati impiccati. Queste pratiche comunitarie non sarebbero avvenute all’epoca della dominazione romana né tanto meno successivamente ma in un'epoca anteriore quando Magnano, la Serra e la Bessa erano terre abitate da libere stirpi guerriere ‘Victimulens’ che si amministravano in piena autonomia secondo regole particolari.

Poiché le tradizioni popolari hanno sempre un fondo di verità, si può pensare che una sorta di “Druido” si sedesse chissà quando dentro al grande masso magico per giudicare con saggezza i suoi connazionali, colpendo senza pietà i devianti ed i colpevoli. La zona di Magnano compresa fra la gigantesca pietra a forma di teschio ed il macabro piano delle forche conserva un'alone misterioso ed una raccapricciante fama sinistra, confermata dalla recente scoperta di un cranio ed ossa umane sepolte nel terreno.

Presenza macabra ed inquietante, il “Ròch dla Serca” potrebbe essere il testimone silenzioso, pietrificato ma eloquente della presenza sulla Serra d’una civiltà autoctona scomparsa dopo la colonizzazione romana.

Il nuovo libro di Roberto Gremmo “Biellese segreto” è statp presentato sabato 30 settembre alle ore 17 alla festa del “Rampar Piemont” all’ex Nuovo Capanno di Vettigné (Santhià).

Saremo grati a chi vorrà segnalarci realtà analoghe a quelle esaminate in questo articolo scrivendo a storiaribelle@gmail.

Per approfondire questi argomenti segnaliamo due libri pubblicati da Storia Ribelle casella postale 292 - 13900 Biella.

Roberto Gremmo

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