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AL DIRETTORE | 04 maggio 2021, 09:30

Dino Gentile ricorda Vittorio Caprio: “Un amico, punto di riferimento nell'attività di docente”

Il preside del Liceo Scientifico Amedeo Avogadro ricorda in una lettera l'ex educatore e amministratore locale scomparso nei giorni scorsi.

gentile caprio

La scomparsa di Vittorio Caprio ha profondamente addolorato l'intera comunità biellese (leggi qui). Numerosi gli attestati di stima, di affetto e vicinanza alla famiglia nelle ore precedenti alla notizia della sua morte.

A ricordarlo anche il preside del Liceo Scientifico Amedeo Avogadro Dino Gentile: “Vittorio Caprio era di Paternopoli (città del padre), 'irpino, figlio di contadino, cervello fino', e soprattutto uomo di bontà straordinaria e di animo generoso. Una vita spesa tra famiglia, scuola e impegno sociale. Educatore, maestro, figura 'paterna' per tanti giovani, Vittorio ispirava naturale fiducia. Lo conobbi presso gli uffici della CISL Scuola, in via Gramsci, all’inizio della mia professione scolastica, quasi quarant’anni fa: mi sembrò subito figura familiare e competente. In seguito divenne un amico, punto di riferimento nell’attività di docente. L’anno scolastico 1998-99 segnò la mia prima esperienza di preside incaricato presso la scuola media Nino Costa di Chiavazza: una palestra educativa straordinaria, e Vittorio mi fu vicino con tanti consigli, insieme ad altre figure del sindacato che restano indelebili nella mente e nel cuore. In quel periodo mi invitò anche a riflettere sull’importanza dell’impegno in politica e così lo seguii nella Lista Civica dell’Orso. Per anni Vittorio ricoprì la carica di presidente del Consiglio Comunale, ruolo che seppe esercitare con autorevolezza, pacatezza e grande spessore umano. Negli anni del mio mandato di sindaco della città, una volta mi capitò di confidargli soddisfazioni ed amarezze della vita politica: Vittorio mi ascoltò con attenzione, poi sorrise e sdrammatizzò dicendo: 'Dino, pensa alla salute!'. Mi piace ricordare Vittorio nella sua casa di campagna di Ternengo, tra i solchi dell’orto, intento a mostrare, uno ad uno, i frutti di una sudata produzione domestica – negli occhi la dolcezza della sua amata terra d’Irpinia, tra i monti accarezzati dagli umidi venti del lontano Tirreno”.

g. c.

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