/ POLITICA

POLITICA | 02 maggio 2021, 09:00

Donato, il 25 Aprile tra polemiche e consensi: In oltre 300 a Lace per ricordare FOTO

Anche quest'anno la commemorazione ha visto qualche polemica, più che altro legata alla modalità con cui si è svolta, ma ha comunque rappresentato un momento importante di celebrazione della memoria storica

Donato, il 25 Aprile tra polemiche e consensi: In oltre 300 a Lace per ricordare FOTO

È stato una settimana fa ma il ricordo è ancora vivo ed è proprio in nome della memoria che oltre 300 persone, la scorsa domenica, si sono riunite a Donato Lace per celebrare il consueto 25 Aprile organizzato da Anpi Valle Elvo e Serra. Come più volte balzato agli onori della cronaca, la ricorrenza a Lace è sempre stata oggetto di diatriba e discussioni. Anche quest'anno, soprattutto per via delle restrizioni dovute alla pandemia, la commemorazione ha visto qualche polemica, più che altro legata alla modalità con cui si è svolta, ma ha comunque rappresentato un momento importante di celebrazione della memoria storica.

Vista l'importanza della manifestazione, che nel suo significato intrinseco non dovrebbe rappresentare uno scontro tra forze politiche, l'amministrazione comunale ha voluto confrontarsi con Anpi per riuscire ad organizzare un evento che fosse in linea con le attuali normative ma senza tralasciarne il valore: “All’associazione - spiega il sindaco Desirée Duoccio - abbiamo proposto di svolgere l’evento in forma privata, ma non abbiamo trovato un accordo che soddisfacesse entrambe le parti. Abbiamo ritenuto quindi opportuno non concedere il patrocinio perché come amministrazione dobbiamo tutelare anche la sicurezza dei cittadini e, viste le negazioni causa covid fatte ad associazioni, privati, imprese ed enti del territorio negli ultimi mesi, ci è sembrato giusto e rispettoso comportarci allo stesso modo, sempre nell’ottica di garantire l’incolumità del cittadino. Nessuno vuole togliere l’onore a questa importante festa nazionale, tanto che il vicesindaco Paolo Bonino ha presenziato all’evento in rappresentanza dell’amministrazione, portando un saluto rivolto a presenti e relatori”.

Il vice del primo cittadino, anche membro del direttivo di Anpi, ha fatto gli onori di casa: “Il grave persistere dell’emergenza epidemiologica - ha spiegato - ha convinto l’amministrazione comunale ad assumere una decisione più prudenziale rispetto alle disposizioni legislative e, dopo un confronto sincero con ANPI Valle Elvo, a non condividere appieno le modalità organizzative della manifestazione”. Bonino ha poi citato gli architetti che hanno progettato il monumento a Lace, Franco Fortunato e Franco Nosengo, ricordando in particolar modo quest’ultimo, scomparso all’età di 97 anni nel giugno dello scorso anno.

“Tutti gli anni alla Festa di Liberazione era qui con noi anche Veglia Poglio - ha poi detto il vice - l’ultimo testimone diretto della strage del 29 gennaio 1945, in quanto abitava in una cascina a pochi passi dalla baita del comando. Questa pandemia ha provocato molti morti e ha colpito profondamente anche chi non si è neppure contagiato e la ricostruzione dei pilastri della nostra società, scuola, lavoro e sanità, deve essere il fondamento per l’uscita dalla crisi che stiamo vivendo. Naturalmente auspico che il prossimo anno non si debba parlare ancora di pandemia, che si possa partecipare al 25 Aprile senza paura, che sia Festa di Liberazione con il Coro Baiolese e la Filarmonica Donatese ad allietarci la giornata con i canti e le musiche della Resistenza. Resistiamo, solo insieme e con un po’ di sacrificio possiamo uscire da questa situazione”.

Ampio il calendario della giornata, che nonostante la grande adesione non avrebbe visto particolari problematiche legate alle norme anticovid. Dopo il saluto del vicesindaco, si sono susseguiti una serie di interventi sull’importanza della celebrazione, con ampie riflessioni sui valori della Resistenza che hanno legato la storia passata al presente e a temi di stretta attualità, dalla lotta per i diritti, alla pandemia, fino al rispetto per l’ambiente: tra gli altri sono intervenuti lo storico Andrea Pozzetta, Sonia Modenense dell’Anpi Valle Elvo, i rappresentanti del Coordinamento Antifascista di Biella, Nevio Perna di Legambiente e una giovane rappresentante del movimento No Tav della Val Susa. Al loro fianco anche due testimoni della Resistenza, il 94enne Egisto Dal Lago e il 90enneRenzo Sarteur.  

“Siamo fortemente radicati nella memoria della cattura dei partigiani a Lace - commenta Pierangelo Favario, presidente dell’Anpi Valle Elvo - e non vogliamo ingessarla nella pura commemorazione, ma vogliamo cercare di dare vita al loro sacrificio. In questo modo leghiamo il passato, che crediamo ci insegni ancora molto, con l'esperienza di lotta e di critica attuali, perché crediamo che la cosa più importante sia mantenere vivo il principio in base al quale queste persone hanno conquistato libertà e diritti. I Partigiani si sono inventati una lotta che nessuno gli aveva mai insegnato, una battaglia unica che ha rappresentato un momento altissimo della nostra storia”.

Sulla questione legata alla sicurezza e alle norme anticovid è intervenuto anche il consigliere comunale della Città di Biella della Lega, Alessio Ercoli: “Fino a pochi giorni fa molte attività economiche e commerciali non potevano ancora aprire e da Ponderano non si poteva venire a prendere un caffè a Biella, ma a quanto pare si poteva salire a Donato con tanto di manifesti, striscioni e bandiere per radunarsi nei pressi del monumento di Lace e celebrare la Festa della Liberazione come di consuetudine. Si badi bene, non contestiamo nel modo più assoluto la commemorazione dell’Anniversario della Liberazione, che pure si è svolta a Biella con la presenza del Sindaco Corradino ma senza pubblico, come disposto dalle normative in vigore. Risulta però che anche il Comune di Donato abbia disposto, con un comunicato, che quest’anno avrebbe presenziato solo al momento istituzionale con alcuni rappresentanti ma non avrebbe concorso all’organizzazione della manifestazione né al suo patrocinio, in rispetto alle disposizioni legislative, invitando tutti alla responsabilità. Una responsabilità che evidentemente è mancata, considerando che di solito si radunano persone provenienti anche dal Canavese”.

Sulle polemiche dietro alla manifestazione ha espresso il suo parere anche il consigliere del gruppo di minoranza Progetti per Donato, Beatrice Bongiovanni: “Nel corso degli anni in tanti hanno provato a fermarci - afferma la capogruppo - ma dovrebbero invece semplicemente rassegnarsi perché il 25 Aprile era, è e sarà davvero una delle feste più belle e necessarie per l'Italia. È la festa della Liberazione, la giornata che celebra il ricordo e la scelta di non avere più al potere una dittatura che, purtroppo, allora c'è stata. La Liberazione ha permesso a certe persone di presentarsi al governo e di essere liberi di dire comunque la propria: per noi ha rappresentato una giornata di memoria sui valori della Resistenza, al fine di impedire che questo male possa ritornare”.

Conclude Pierangelo Favario di Anpi: “Per noi era importante trovarci a Lace, ovviamente nel rispetto delle norme, che ci hanno consentito di organizzare questa manifestazione. Per la prima volta posso dire che, nonostante il periodo difficile, si è respirata un’atmosfera di felicità confermata dai tanti presenti: credo che questo sia stato un 25 Aprile rimasto nel cuore di tutti”.

bi.me.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore