/ CULTURA E SPETTACOLI

CULTURA E SPETTACOLI | 02 maggio 2021, 07:40

L'Alchimia delle parole nell'aforisma del sociologo Bauman

Ecco un nuovo appuntamento con la rubrica a cura dell'insegnante biellese Elena Viotti

L'Alchimia delle parole nell'aforisma del sociologo Bauman

La tecnologia non dona certezze. 

L’aforisma di oggi è…

“ La generazione meglio equipaggiata tecnologicamente di tutta la storia umana è anche la generazione afflitta come nessun’altra da sensazioni di insicurezza e di impotenza”. Zygmunt Bauman 

A fine articolo, un esercizio per rigenerarsi nella natura. 

Zygmunt Bauman, polacco di nascita e di famiglia ebrea, fu un noto sociologo, divenuto importante per le sue teorie sulla società liquida. Insegnò in alcune università sia europee che a livello mondiale.

Leggendo il suo aforisma, che non è così conosciuto come molti altri che gli appartengono, si può immediatamente intuire, quanto fosse legato sia ai sistemi sociali, di cui si occupò durante tutto l’arco della sua vita, che a quelli ambientali, industriali e totali, secondo i quali, non si può prescindere da nessun tessuto interno al mondo umano: tutto deve sempre essere considerato come una sorta di concettualizzazione a 360°. 

Viviamo in un periodo storico in cui la tecnologia e tutti i suoi effetti sembrano condizionare inesorabilmente la vita umana; se ci pensiamo bene, ogni oggetto di cui non possiamo fare a meno è votato alla tecnologia: il cellulare, che accompagna ogni nostro movimento, che segue i nostri pensieri, che accende le nostre immagini, i social, le news e molto altro ancora; il computer, senza il quale ormai le aziende non avrebbero possibilità di comunicare, per non parlare della didattica a distanza, nuova protagonista indiscussa delle mattine di milioni di studenti e docenti italiani.

C’è poi anche il robot domestico, le auto con mille optional e quindi siamo inseriti nostro malgrado o meno, in un universo costruito su strumenti tecnologici che mai come ora condizionano giornate e quotidianità d’azione.

Eppure, secondo il sociologo, siamo una generazione di insicuri emotivi, in cui l’unica certezza è di essere totalmente impotenti di fronte, per esempio, alla natura. Nonostante tutti questi metodi super sofisticati di controllo automatizzato, siamo forse in grado di fermare un terremoto? O una valanga? O uno tsunami?

E ancora: la tecnologia ci piò salvaguardare da turbolente tempeste emotive? Da sofferenze amorose? Da perfidi intrighi tra colleghi o false amicizie?

La risposta può apparire scontata: certo che no! 

L’uomo è costantemente alla ricerca di gestire il suo mondo e si trova di fronte all’enigma di sempre: la tecnologia, come il mito del falso progresso dei secoli scorsi, non lo può aiutare… Come risolvere dunque il grande dilemma?

Come scrisse il Manzoni… ai posteri l’ardua sentenza.

ESERCIZIO motivazionale

Come spesso si legge in riviste di settore o giornali specializzati, si tenta di sensibilizzare l’umanità intera a rimanere almeno un giorno, se di più meglio ancora, senza dispositivi elettronici. Passa una giornata nella natura lasciando a casa cellulare, pc e altro. Scollegati dal mondo contemporaneo e immergiti nei valori antichi di una natura rigenerante e coinvolgente; scoprirai un modo sano per ritrovare salute e benessere.

Elena Viotti

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore