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AL DIRETTORE | 18 aprile 2021, 13:00

L'opinione di Gianluca Susta: "Unico vero ristoro è lasciare che la gente lavori"

E in merito alle vaccinazioni: "Nonostante partenze difficili, difficoltà sull'approvvigionamento a livello europeo e pur essendo stati fanalino di coda anche sulla partenza del piano vaccinale, stiamo recuperando terreno"

L'opinione di Gianluca Susta: "Unico vero ristoro è lasciare che la gente lavori"

Il disagio crescente, preoccupanti manifestazioni di intolleranza, in certi casi strumentalizzate dall'estrema destra, l'insistenza di un pezzo della maggioranza (Lega, FI, ma anche IV, AZIONE e alcuni settori del PD) hanno provocato un cambio di linea del Governo che pure stava e sta pagando la superficialità con cui il Governo Conte ha affrontato la situazione e che, però, ha scaricato tutte le tensioni e gli errori accumulati nel tempo sul Governo Draghi. 

Qualche volta la "moviola" serve anche fuori dai campi di calcio. Ricordate quando un anno fa si aspettavano come la manna dal cielo i vaccini, si proclamava che saremmo arrivati entro l'estate a 10.000 terapie intensive, che la medicina di base sarebbe stata potenziata soprattutto in via preventiva, che i posti letto covid sarebbero stati aumentati ma non a scapito di altri reparti ospedalieri? Il Governo Draghi si è trovato questa situazione.

E lasciamo perdere il discorso "ristori" perché tutti sappiamo e abbiamo sperimentato tutto, salvo ovviamente i "protetti" dallo stipendio pubblico assicurato o dalle pensioni. Nonostante partenze difficili, nonostante le difficoltà riscontrate sull'approvvigionamento a livello europeo, pur essendo stati fanalino di coda anche sulla partenza del piano vaccinale (che andava predisposto in tempo, come andava preparata in estate la risposta alla seconda ondata), stiamo recuperando terreno.

Siamo ormai a 15 milioni di vaccinati, senza contare tutti coloro (che sono sicuramente molti di più degli ufficiali) che hanno contratto il covid. Tutto fa pensare che, nonostante un numero troppo elevato di decessi (che andrà studiato a fondo) la situazione adesso è governata e, quindi, occorre lasciare da parte ogni strumentalizzazione politica (v. la richiesta di dimissioni di Speranza, che pure non merita alcun elogio) e puntare su quello che Draghi ha definito il "rischio ragionato" di progressive aperture.

Abbiamo larghi settori produttivi allo stremo. L'unico ristoro vero e proficuo è tornare a lasciare lavorare la gente. E quelli che hanno lo stipendio pubblico, garantito a tutti come sempre, anche se molti o non hanno lavorato o hanno lavorato molto meno, la smettano di accusare imprese, lavoratori autonomi e professionisti di non meritare alcun ristoro "perché sono evasori fiscali". Chi ha il reddito garantito taccia di fronte a chi da 14 mesi lavora a singhiozzo e saltuariamente.

Diversissimo, poi, l'approccio sul Recovery Plan. Da libro dei sogni, mero tubolario di buone intenzioni quale quello visto sotto il governo Conte II, siamo passati a un documento che mi auguro mantenga il suo alto profilo. Bisogna evitare a tutti i costi che si trasformi in una distribuzione di denaro a pioggia, il che non risolverebbe il gap infrastrutturale dell'Italia rispetto agli altri competitors e bisogna evitare che le rivendicazioni delle Regioni scatenino i localismi.

Il NGEu, di cui il Recovery plan è una parte, deve servire a rendere l'Unione Europea e i suoi membri competitivi con le altre "regioni" del mondo. Altre dovranno essere le fonti di finanziamento per risolvere i problemi più locali, altrimenti anche questo nuovo "piano Marshall" del 21° secolo si risolverà in un'infinita serie di piccoli interventi, utili ma non in grado di far "cambiare passo" all'Italia. Mi auguro che Draghi vigili, ben sapendo quali sono le sfide che UE e Italia hanno davanti nel prossimo futuro.

Gianluca Susta

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