SPORT - 08 aprile 2021, 06:50

Cresciuta a "pane e sport", la campionessa della BiUltra 24 ore Francesca Canepa si racconta

Tra successi e momenti difficili, ecco l'intervista rilasciata dall'atleta allo psicoterapeuta e scrittore Matteo Simone

Francesca Canepa - Foto Claudia Rolando

Francesca Canepa - Foto Claudia Rolando

Il Campionato Italiano 24 ore di corsa su strada 2021 si è svolto a Biella tra sabato 27 e domenica 28 marzo nell’ambito della BI.Ultra 6.24, organizzata dalla Pietro Micca Biella Running, che prevedeva una gara di 24 ore e una di 6 ore, lungo un circuito di 1000 metri.

La Campionessa Italiana 2021 è Francesca Canepa (Atletica Sandro Calvesi) che ha totalizzato 224,264 km, precedendo due atlete della Bergamo Stars, Lisa Borzani 206,268 km e Alina Teodora Muntean 191,429 km. 

Di lei ne ha parlato anche lo psicologo psicoterapeuta Matteo Simone, che riporta le interviste fatte negli anni all'atleta nei suoi libri "Ultramaratoneti e gare estreme", "Lo sport delle donne" e citata nel libro "Maratoneti e ultrarunner". 

Di seguito pubblichiamo l'ultima intervista rilasciata dalla campionessa al dottor Matteo Simone, proprio in occasione della sua vittoria alla BiUltra. 

Francesca sembra essere sempre disponibile a mettersi in gioco con coraggio, impegno e determinazione. Sin da piccola ha provato diversi sport tra cui la danza e lo snowboard fino ad approdare alla corsa, dove da subito si è accorta di essere una campionessa eccellendo in gare nazionali e Internazionali con vittorie e rappresentando più volte l’Italia in gare di 100km, trail, ultratrail, skyrunning.

Già l’anno scorso ha voluto provare una gara di 24 ore partecipando ai Campionati Italiani 2020 di Bussolego (VR), ottenendo un bronzo con poco più di 200km e ora si è presentata ai Campionati Italiani 2021 a Biella molto focalizzata e determinata con la priorità di vincere la gara, ma pensando anche al record che è di 231,390 km detenuto da Monica Casiraghi.

Comunque sembra che per Francesca il meglio debba ancora venire, per lo meno riguardo alle corse su strada di 24 ore con gli eventuali obiettivi di essere convocata per i prossimi Campionati Modiali di 24 ore presso Bucarest e perché no ottenere un record detenuto da Monica dal 2010.

I non addetti ai lavori potrebbero pensare "come si fa a correre tante ore su un percorso di 1km?" ma la performance è dovuta proprio all’essere centrati su se stessi, a sfidare se stessi, a mettersi in gioco e sperimentarsi. Interessante l’approccio alla gara da parte di Francesca che è molto focalizzata su se stessa e sul gesto atletico; ciò le permette di non trovare differenza tra gare in natura e gare su strada, ha a disposizione i suoi paesaggi interiori che la permettono di avanzare sempre con forza e resistenza cercando di ottenere la massima prestazione del momento.

Dichiara di esserle stata di aiuto la sua famiglia, che ha scelto e che è sempre presente, il suo allenatore di Snowboard, le persone che la stimano e la incoraggiano. La preoccupazione di Francesca poteva essere l’entrata in gioco degli iscritti alla 6 ore nel vedere atleti con ritmi di corsa più veloci, ma l’essere incoraggiata da questi atleti le ha portato entusiasmo, fiducia e coraggio. Altre persone hanno dato il loro contributo come l’ultrarunner Pablo Barnes che credeva in lei e la incoraggiava ad insistere e andare avanti. Anche lo spagnolo in gara per il record 100 miglia era considerato un suo supporter, Nicolas de Las Heras Monforte classe ‘64.

Francesca fa tutto con facilità e semplicità, segue il suo intuito in contatto delle sue sensazioni corporee e non ama tutto ciò che sono tabelle, misure, simulazioni. I suoi allenamenti e le sue gare sono libere come la partecipazione ai cross di pochi km che non hanno nulla a che vedere con una corsa di 24 ore su un circuito di 1km, qualcuno potrebbe pensare che si dovrebbe abituare il fisico ai percorsi di gara ma ognuno ha la sua mente che guida il corpo, che trova benefici e vantaggi personali su scelte personali dove non si sperimenta né stress, né tensioni, né pressioni.

In questa gara Francesca ha dimostrato la sua superiorità con una vittoria di 18km in più rispetto alla seconda arrivata Lisa Borzani, certo mancava la Campionessa Italiana 2020 Eleonora Corradini che l’anno scorso vinse con 221km ma allo stesso tempo sarebbe stato uno stimolo in più per avvicinarsi al record.

Francesca, classe 1971, continua a essere una grande campionessa ed è lunghissimo il suo percorso sportivo ad iniziare dalla danza, con un passato di snowboarder con prestazioni e vittorie importanti e tante performance in ambito Skyrunning e Trail running. 

Più volte Nazionale 100 km su strada con la migliore prestazione di 8h11’, la vittoria all’UTMB 2018, interessante una sua dichiarazione sul suo sito web: “Campioni, si diventa... Forse. Se hai perseverato abbastanza, se hai avuto la dose di fiducia e autostima necessaria per credere in te nonostante avversità e venti contrari, se da ogni sconfitta hai saputo dimenticare la delusione trattenendo la lezione”.

L'Ultra-Trail du Mont Blanc (UTMB) è una corsa di 170 km, con 10.000 metri di dislivello positivo, in semi-autonomia che si svolge sui tre versanti (francese, italiano e svizzero) del Monte Bianco.

Qualche anno fa, grazie a Chiara Raso, ho avuto il piacere di incontrare Francesca ad Aosta, dove si è resa disponibile a regalare abbigliamento sportivo alle famiglie di Iten, in Kenya, dove Chiara porta avanti il progetto “The Heart of Kenyan Running” organizzando Stage running con il grande coach Timo Limo, che consiglio avendolo sperimentato.

Redazione bi.me.

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